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Fiducia supplicans, i copti ortodossi rompono il dialogo teologico con Roma

Papa Francesco, Tawadros II | Papa Francesco e il Patriarca copto Tawadros II | Vatican Media Papa Francesco, Tawadros II | Papa Francesco e il Patriarca copto Tawadros II | Vatican Media

Dopo il viaggio di Papa Francesco in Egitto nel 2017, la dichiarazione congiunta, e l’iscrizione dei martiri copti uccisi Libia nel Martirologio Romano con tanto di celebrazione in Vaticano lo scorso 15 febbraio, il dialogo ecumenico con la Chiesa copta ortodossa sembrava andare a gonfie vele. Eppure, con una decisione improvvisa, la Chiesa Copta ha deciso di sospendere il dialogo con la Chiesa Cattolica, e la causa - mai formalmente menzionata, ma cui si fa accenno in maniera che non lascia adito a dubbi – è la dichiarazione Fiducia Supplicans sulle benedizioni non rituali, che apre alla benedizione individuale di persone in una coppia cosiddetta “irregolare”.

È l’ennesimo strappo causato dalla Fiducia Supplicans che ha suscitato varie reazioni nella Chiesa Cattolica, con Chiese dall’Africa e dall’Europa dell’Est che hanno deciso di non metterla in pratica.

Il Sinodo copto ha pubblicato una decisione sinodale, che si fonda su tre punti: la sospensione del dialogo arriva “dopo essersi consultati con le chiese sorelle della famiglia ortodossa  orientale”, e ora si tratta di “rivalutare i risultati che il dialogo ha raggiunto sin dalla sua nascita vent’anni fa e di istituire nuovi standard e meccanismi per la continuazione del dialogo stesso”; quindi, la Chiesa copta ortodossa afferma il suo fermo rifiuto di qualsiasi forma di relazioni omosessuali, poiché queste violano le Sacre Scritture e la legge con cui Dio ha creato l’uomo maschio e femmina e considera che ogni benedizione, indipendentemente dal tipo, è una benedizione del peccato e questo inaccettabile; e infine la Chiesa copta esprime la propria consapevolezza del rischio che questo riguarda le famiglia.

La decisione è in un uno dei nove decreti emanati dal Sinodo annuale. Non viene, come detto, mai nominata la dichiarazione Fiducia Supplicans, ma è evidente che quella dichiarazione ha creato una spaccatura difficile da accettare per le Chiese sorelle. E la Chiesa copto ortodossa non è la prima Chiesa orientale a dire no alla dichiarazione sulla benedizione delle coppie irregolari.  

Lo scorso 20 febbraio, si era tenuta la riunione della Commissione Sinodale di Teologia Biblica della Chiesa Ortodossa Russa, presieduta dal metropolita di Budapest Hilarion, che aveva come punto principale proprio alla discussione del testo della Fiducia Supplicans. E i membri della commissione sono stati – dice un comunicato finale – “unanimi nel ritenere che questa innovazione si allontanasse significativamente dall'insegnamento morale cristiano. Il metropolita Hilarion aveva già avvertito lo scorso dicembre che Fiducia supplicans annullava ogni possibilità di unione tra la sua Chiesa e Roma”.

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Ora, la decisione della Chiesa copta ortodossa potrebbe aprire la strada per altre sospensioni del dialogo ecumenico.

I vescovi riuniti nel Sinodo, pur non facendo riferimento diretto a Fiducia Supplicans, sottolineano della dichiarazione che “se qualcuno decide di abbracciare la propria tendenza omosessuale e rifiuta di cercare aiuto spirituale ed emozionale, ma continua a rompere i comandamenti di Dio, in quel caso la sua situazione diventa la stessa di chi vive in adulterio. In quei casi, devono essere avvertiti e consigliati di astenersi dalla comunione, cercando pentimento”.

La Chiesa copta ha anche sottolineato di credere nei diritti umani e nelle libertà, ma che queste libertà “non sono assolute” e non devono essere “usate per violare le leggi del creatore”, ribadendo comunque “l’impegno a soddisfare il suo ruolo pastorale nell’aiutare individui che hanno tendenze omosessuali”.