Abusi; la risposta della Chiesa cattolica in Francia

La plenaria dei Vescovi Francesi a Lourdes
Foto: eglise.catholique.fr
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La prima dichiarazione dei vescovi francesi sulla lotta alla pedofilia è del novembre 2000: "Questi atti di pedofilia, la Chiesa li condanna assolutamente. Atti di pedofilia, atti sessuali caratterizzati da forte disuguaglianza sono profondamente distruttivi (...) Quando l'aggressore è un prete, c'è un doppio tradimento”.

Il lavoro dei vescovi Francesi è stato un grande esempio. Già nel 2013 erano pronte le linee guide secondo la richiesta dalla Congregazione per la Dottrina della fede, e nel 2016 una revisione delle norme è stata presentata dal Consiglio permanente dei vescovi.

“Per quanto riguarda le vittime, il Consiglio sottolinea l'importanza di avere un luogo in cui possano essere accolti, ascoltati e accompagnati”.

Inoltre un sito e un mail specifica aperta alla vittime permette a tutti di contattare le diocesi o i centri di ascolto.

“Nella storia delle diocesi rimangono casi particolari- scrivono i vescovi- anche antichi, sui quali è necessario fare luce”.

Nel 2016 è stata istituita una commissione nazionale di esperti indipendenti per consigliare i vescovi nel valutare la situazione dei sacerdoti che hanno commesso un illecito.

Impegno soprattutto per la prevenzione con un sito web pubblico con tutti gli strumenti necessari.

Il lavoro dei vescovi francesi ha portato nell’ ottobre scorso alla pubblicazione di  un rapporto sulla lotta alla pedofilia nella Chiesa voluto dalla CEF.

“Da gennaio 2017- si legge nel testo- 211 persone hanno portato la loro testimonianza ai vescovi. Dal 2017, 14 diocesi non hanno avuto nessuna testimonianza, nessun reclamo e pertanto hanno non hanno fatto alcuna segnalazione. La differenza tra il numero di vittime che si manifestano (211) e il numero di vittime le relazioni presentate (75) possono essere spiegate in particolare come segue: almeno 11 degli autori implicati dal testimone sono morti;c'è più di un testimone riferito a un singolo autore; alcune testimonianze non garantivano un rapporto al pubblico ministero”.

Tra le cifre riportate quella di 49 chierici temporaneamente sospesi da tutto o parte del loro ministero. Ci sono anche misure prudenziali come la sospensione dallo stato clericale, la sospensione definitiva, il divieto di confessare, il divieto di esercitare il ministero con i bambini.

Nella Assemblea plenaria di novembre scorso ai vescovi francesi è arrivato anche l’incoraggiamento di Papa Francesco

I lavori sono iniziati con l’ascolto di otto persone vittime di atti pedofili da parte di sacerdoti e religiosi. L’obiettivo è stato quello di consentire un dialogo proficuo e responsabile a livello istituzionale. L’incontro è stato organizzato dalla unità permanente istituita presso la Conferenza episcopale che ha chiesto alle vittime di esprimersi soprattutto sulle possibili vie di riparazione, di accompagnamento delle persone e del loro ambiente e sul  ricorso ai diritti civili e canonici. Soprattutto si è parlato di prevenzione e garanzie di sicurezza per tutti gli agenti pastorali.

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