Bielorussia, il nuovo presidente dei vescovi nel segno della continuità

Aleh Butkevich è il nuovo presidente della Conferenza Episcopale Bielorussa. Succede all’arcivescovo Kondrusiewicz, che mantiene comunque dei ruoli nella conferenza episcopale

Aleh Butkevich, vescovo di Vitebsk, nuovo presidente della Conferenza Episcopale Bielorussa
Foto: Catholic.by
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La nuova generazione di vescovi bielorussi viene rappresentata da Aleh Butkevich, vescovo di Vitebsk, 49 anni, eletto lo scorso 14 aprile come presidente della Conferenza Episcopale Bielorussa. Succede all’arcivescovo emerito di Minsk Tadeusz Kondrusiewicz, che pure mantiene degli incarichi in seno alla Conferenza Episcopale e che continua ad essere una voce forte nel Paese.

Con un nuovo presidente, un nuovo vicepresidente e un nuovo segretario generale, la Conferenza Episcopale Bielorussa cambia volto, ma non sostanza, e continua il suo lavoro in un Paese in cui le proteste non si sono mai fermate, anche se sono diventate diverse, più strutturate, meno palesi. Come seconda fede del Paese (il 18 per cento dei bielorussi è cattolico), la Chiesa bielorussa è stata vicino alla popolazione, ha parlato con il governo, non ha avuto paura di mettere in luce la persecuzione nascosta della Chiesa. E questo anche e specialmente nei difficili mesi in cui l’arcivescovo Kondrusiewicz è stato esiliato, impossibilitato a tornare nel suo Paese dalla Polonia dove era andato per una celebrazione.

Da fine agosto a dicembre, l’arcivescovo di Minsk non ha potuto varcare i confini bielorussi. La Santa Sede ha inviato l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, quindi ha inviato nella nunziatura di Minsk l’arcivescovo Antonio Mennini come consigliere in attesa dell’arrivo del nuovo nunzio, quindi ha mandato come inviato speciale l’arcivescovo Claudio Gugerotti.

Alla fine, l’arcivescovo Kondrusiewicz è potuto rientrare in tempo per le celebrazioni del Natale. Il 3 gennaio, al compimento del 75esimo anno d’età, è stata accettata la rinuncia di Kondrusiewicz, e l’arcidiocesi è stata affidata ad un amministratore , il vescovo domenicano Kazimierz Wielikoselec, ausiliare della diocesi di Pinsk che aveva già superato i 75 anni di età. L’arcivescovo Kondrusiewicz è rimasto, però, una voce viva nella diocesi, ha moltissime condotto celebrazioni, e questa settimana, in occasione dei 30 anni di stabilimento della gerarchi cattolica del Paese, ha anche inviato una lunga lettera ripercorrendone la storia.

È cominciata la transizione verso la nuova generazione, dunque, ma non è una transizione rapida e improvvisa. Il vescovo di Vitebsk Butkevich è vicepresidente della Conferenza Episcopale dal 2015. Conosciuto per la sua moderazione, è stato uno dei vescovi più attivi nel fare proposte per gestire l’emergenza di coronavirus. Durante la crisi, ha dato anche interviste spiegando che era importante che i sacerdoti fossero presenti nella vita civile, ma che ci si doveva ricordare che la Chiesa non è un partito politico.

Sarà lui, dunque, a succedere all’arcivescovo Kondrusiewicz nella presidenza, il quale però continua a presiedere la Commissione per il culto e la disciplina dei sacramenti e il Consiglio sull'ecumenismo, incarico cui ha aggiunto quello di presidente del Consiglio della pastorale dopo esservi stato eletto a questa ultima assemblea.

Una assemblea particolare, perché si trattava dell’80esima assemblea plenaria e celebrava il 30esimo anniversario della rinascita delle strutture cattoliche nel Paese.

Durante l’assemblea, l’arcivescovo Ante Jozic, nunzio apostolico, ha tenuto una relazione sul mondo durante il coronavirus e ha delineato gli approcci della Santa Sede.

Ma il tema centrale era ovviamente il rinnovo dei ranghi della Conferenza episcopale.

Nominato anche il vescovo Aleksandr Kaskiewicz di Grodno come vicepresidente, e Joseph Stanevsky come segretario generale.

La Chiesa bielorussa cambia pagina, dunque. Ma resta fortemente ancorata alla sua storia.

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