Cambiamento climatico, il Papa: “La Chiesa è pienamente impegnata a fare la sua parte”

Il Papa presso la Casina Pio IV
Foto: Vatican Media / ACI group
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“Il fatto di ritrovarvi a Roma, dopo l’incontro dell’anno scorso, è un segno positivo del vostro costante impegno a lavorare insieme in uno spirito di solidarietà al fine di promuovere passi concreti per la tutela del nostro pianeta”. Papa Francesco esprime il suo entusiasmo nell’incontrare di nuovo i partecipanti all’Incontro promosso dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale con i vertici delle Compagnie Petrolifere mondiali sul tema “La transizione energetica e la tutela della casa comune”.

Il Papa li incontra presso la Casina Pio IV e i primi pensieri nel suo discorso sono rivolti al cambiamento climatico e ai poveri che ne soffrono maggiormente: “Di fronte a un’emergenza climatica, dobbiamo prendere opportuni provvedimenti, per poter evitare di commettere una grave ingiustizia nei confronti dei poveri e delle future generazioni. Dobbiamo agire responsabilmente ben considerando l’impatto delle nostre azioni nel breve e nel lungo termine. In effetti, sono i poveri che soffrono il peggior impatto della crisi climatica”.

Il Pontefice elenca i punti chiave del convegno dei vertici delle Compagnie Petrolifere: “Il vostro incontro si è focalizzato su tre punti interconnessi: primo, una corretta transizione; secondo, il prezzo del carbone; e terzo, trasparenza nel riportare i rischi climatici. Questi sono tre problemi enormemente complessi e vi ringrazio di averli proposti alla discussione”.

Sul primo punto, il Papa ricalca: “Se gestita bene, questa transizione può generare nuove opportunità di impiego, ridurre la diseguaglianza e aumentare la qualità della vita per coloro che sono colpiti dal cambiamento climatico”. “Secondo – continua Papa Francesco -  una politica del prezzo del carbone è essenziale se l’umanità vorrà usare con saggezza le risorse del creato. La mancata gestione delle emissioni di carbonio ha prodotto un enorme debito che ora dovrà essere ripagato con gli interessi da coloro che verranno dopo di noi”.

Infine, sul terzo punto il Papa chiarisce: “Il terzo tema, la trasparenza nel riportare i rischi climatici, è essenziale perché le risorse economiche devono essere sfruttate là dove possono arrecare il massimo bene. Una comunicazione aperta, trasparente, scientificamente fondata e regolata è nell’interesse di tutti, rendendo possibile lo spostamento di capitali finanziari in quelle aree che offrono le più ampie possibilità all’intelligenza umana per creare e innovare, mentre protegge l’ambiente e crea più opportunità di lavoro”.

Papa Francesco è convinto che “la crisi climatica richiede da noi un’azione determinata, qui e ora e la Chiesa è pienamente impegnata a fare la sua parte”. “C’è ancora speranza e rimane il tempo per evitare i peggiori impatti del cambiamento climatico”, conclude il Papa il suo discorso.

 

 

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