Curia Romana, la rappresentanza dell'Asia supera l'Africa

Nei prossimi mesi previsti altri cambi ai vertici dei dicasteri vaticani

Il Palazzo delle Congregazioni in piazza Pio XII
Foto: ACI Stampa
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L’Asia ha superato momentaneamente l’Africa nella rappresentanza al vertice della Curia Romana. In poco più di un anno Papa Francesco ha chiamato in Vaticano due vescovi asiatici alla guida di due dicasteri chiave per il governo della Chiesa: il Cardinale filippino Luis Antonio Tagle alla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e il Vescovo sudcoreano Lazzaro You Heung-sik come nuovo Prefetto della Congregazione per il Clero. Le due congregazioni si occupano rispettivamente dell’attività missionaria della Chiesa e della formazione e del ministero del clero.

Dopo l’uscita di scena del Cardinale Robert Sarah da Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, a cui è subentrato l’Arcivescovo inglese Artur Roche, resta come capo dicastero rappresentante dell’Africa il solo Cardinale ghanese Peter Turkson, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano integrale.

Esclusi i capi dicastero africani e asiatici in carica o appena nominati – Turkson, Tagle e You Heung-sik  - finora si sono contati come Prefetti o Presidenti di Pontifici consigli 6 rappresentanti dell’Asia e 3 dell’Africa. Per l’Asia: il Cardinale indiano Lourdusamy, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali dal 1985 al 1991; il Cardinale siriano Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali dal 2000 al 2007; il Cardinale indiano Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli dal 2006 al 2011; il Cardinale filippino Sanchez, Prefetto della Congregazione per il Clero dal 1991 al 1996; il Cardinale vietnamita Van Thuan, Presidente del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace dal 1998 al 2002; il Cardinale giapponese Fumio Hamao, Presidente del Pontificio Consiglio per i migranti e gli itineranti dal 1998 al 2006. Per l’Africa invece: il Cardinale nigeriano Arinze, Presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso dal 1988 al 2002 e Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti dal 2002 al 2008; il Cardinale beninese Gantin, tra il 1977 e il 1998 Presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, del Pontificio Consiglio Cor Unum e Prefetto della Congregazione per i Vescovi e il Cardinale guineano Sarah, Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum dal 2010 al 2014 e Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti dal 2014 al 2021.

La stragrande maggioranza degli uffici di vertice della Curia Romana restano comunque in mano all’Europa che ne controlla – tra congregazioni, dicasteri, pontifici consigli e tribunali – ben 17, a partire dalla Segreteria di Stato guidata dal Cardinale Pietro Parolin.

Le Americhe hanno 4 rappresentanti, sebbene il Cardinale Farrell – Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita nonché Camerlengo di Santa Romana Chiesa – sia irlandese di nascita. Resta tuttora esclusa dai vertici della Curia l’Oceania, orfana del Cardinale Pell Prefetto emerito della Segreteria per l’Economia.

Nei prossimi mesi il Papa potrebbe procedere ad ulteriori nomine, essendo in scadenza di mandato diversi Prefetti per raggiunti limiti di età. E in realtà molti sono già in regime di proroga donec aliter provideatur. Hanno superato i 75 anni – ad esempio – il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi; il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali; il Cardinale Luis Francisco Ladaria Ferrer, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ed il Cardinale Giuseppe Versaldi, Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica.

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