Diario del Sinodo, ecco chi scriverà il documento finale

Nella serata di ieri, sono stati resi i nomi dei membri della commissione finale. Intanto, prosegue il dibattito nell’Aula Sinodale

Il briefing sul Sinodo Panamazzonico del 16 ottobre 2019
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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Una commissione di dodici persone più un presidente per stilare il documento finale del Sinodo dei vescovi: Quattro sono membri, quattro sono eletti dall’assemblea, quattro di nomina pontificia. Saranno loro a dover stendere il documento finale, che sarà poi proposto alla votazione dell’assemblea.

I quattro membri di nomina papale erano stati resi noti già nel briefing del 15 ottobre. Il Cardinale Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna, è considerato uno dei teologi di riferimento di Papa Francesco. L’arcivescovo Marcelo Sanchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia per le Scienze Sociali, è colui che ha focalizzato le attività dell’accademia sul tema della tratta degli esseri umani. Padre Rossano Sala, salesiano, partecipa al Sinodo per nomina pontificia, dopo essere stato segretario speciale del Sinodo sui giovani. E, infine, l’arcivescovo Edmundo Ponciano Valenzuela Mellid, arcivescovo di Asuncion, in Paraguay.

Tra i membri dell’Assemblea, spiccano l’arcivescovo Hector Miguel Cabrejos Vidarte, arcivescovo di Trujillo, presidente del Consiglio Episcopale Latino Americano. Ci sono anche il vescovo Nelson Jair Cardona Ramirez di San José del Guaviere (Colombia), l’arcivescovo Sergio Alfredi Gualberti Calandrina, arcivescovo di Santa Cruz de la Sierra (Bolivia), e il vescovo Mario Antonio da Silva di Roraima (Brasile). Sono dunque rappresentate buona parte delle aree geografiche su cui insiste la regione panamazzonica.

I membri del comitato sono il Cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, e il suo successore designato, il vescovo Mario Grech, nella sua funzione di pro-segretario generale. Parte della commissione è anche il Cardinale Michael Czerny, sottosegretario per la Sezione Migranti e Rifugiati della Santa Sede, che agisce da segretario speciale di questo Sinodo: ha dedicato il suo intervento in aula al tema dell’inculturazione. È membro anche l’altro segretario speciale del Sinodo, il vescovo David Martinez de Aguirre Guineam, che è vicario apostolico di Puerto Maldonado, in Perù.

Presiede la commissione il Cardinale Claudio Hummes, relatore speciale del Sinoodo e presidente della Rete Ecclesiale Panamzzonica, che è stata uno dei motori di questo sinodo.

La commissione sarà chiamata a mettere ordine in una serie di proposte e di interventi che si sono succeduti, sia in assemblea generale, che nei circoli minori. Nel dibattito della serata del 15 ottobre, si è parlato di conversione ecologica, cura del creato, ma anche dell’assenza di sacerdoti nel 70 per cento della comunità amazzonica.

I circoli minori si sono riuniti nella mattina del 16 ottobre, e si riuniranno anche il pomeriggio e il 17 novembre.

Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero della Comunicazione, ci ha tenuto a sottolineare, richiamando la discussione all’interno dell’Aula Sinodale, che non ci si deve “fermare ai singoli temi, perché il Sinodo ha come obiettivo quello di trovare una spinta unitaria”.

Don Giacomo Costa, segretario della Commissione per l’Informazione del Sinodo, ha ribadito che il Sinodo ha una “dinamica spirituale”,

Il vescovo Ambrogio Spreafico di Fiorentino-Veroli-Ferentino, sottolinea di essersi interessato dei problemi ecologici da quando è vescovo, e ha sottolineato che il Sinodo aiuta ad entrare nei temi dell’ambiente “in maniera complessa, e l’Amazzonia può essere anche per noi una domanda e una sfida per ripensare il modo di essere cristiani nel mondo. La Laudato Si non è stata recepita ancora come una sfida e una domanda al nostro modo di essere cristiani e pastori”.

Yesica Patiachi Tayori, Docente bilingue del popolo indigena Harakbut; Membro della pastorale indigena del Vicariato Apostolico di Puerto Maldonado (Perú), ha denunciato il dramma provocato dell’industria estrattivista, in particolare nell’insediamento Madre de Dios, lamentato che non c’è informazione su quello che accade.

Il vescovo Wellington Tadeu de Queiroz Vieira, di Cristalândia (Brasile), parlando del diaconato femminile, ha detto che piuttosto c’è una presenza delle donne molto forte nelle comunità amazzoniche, e il vescovo Spreafico ha voluto sottolineare che c’è un 80 per cento di donne, nella sua diocesi, a guida delle unità pastorali, e viene loro dato un mandato “che non è una ordinazione, ma che è un modo di riconoscere un lavoro e un impegno” da valorizzare.

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