Gänswein,Benedetto XVI spiega che ebrei e cristiani hanno un compito comune insostituibile

Alcuni momenti della presentazione
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Una grande emozione quella del Rabbino Capo di Vienna Arie Folger nella presentazione del libro di Benedetto XVI “Ebrei e cristiani” curato dal professor Elio Guerriero oggi alla Università alla Lateranense.

“Gli uomini si interessano ancora di teologia la storia di questo scritto e del dibattito lo dimostra” ha detto il Rabbino che ha messo in luce la forza della tradizione e dello studio teologico.

Il Rabbino ha riproposto i temi del testo che è parte del libro che in edizione italiana oltre al testo di Benedetto XVI raccoglie il carteggio tra Folger e il Papa emerito, e un saggio di Elio Guerriero.

Papa Benedetto rompe molti pregiudizi, ripete Folger, anche quello sulla Terra Promessa, ma soprattutto pone un segno importante per la coesistenza tra ebrei e cristiani con delle posizioni che sono segno di grande rispetto.

Il prefetto della Prefettura della Casa Pontificia, e segretario particolare del Papa emerito Georg Gänswein ha salutato tutti portando proprio i saluti di Benedetto XVI.

E il testo è frutto della riflessione e della attenzione di tutta la vita al tema del dialogo ebraico cristiano. Un testo pubblicato in accordo con Papa Francesco, quindi un momento straordinario per il dialogo e per la Chiesa. Le prese di posizione di Benedetto XVI, ha detto il Prefetto,  suscitano sempre polemiche e soprattutto nella sua patria, e così è stato per questo testo.  Chi ha seguito il pontificato di Benedetto XVI comprende bene che il dialogo con il mondo ebraico è stato sempre speciale. Gänswein ha ripercorso le tappe principali dalla visita alla sinagoga di Colonia fino a quella di Roma dove approfondisce e sviluppa l’insegnamento del Concilio.

E poi Auschwitz, e da lì riprende la riflessione in modo nuovo, spiega Gänswein, rileggendo le parole dell’articolo di Benedetto XVI. Non solo ricordo del passato ma chiarificazione di noi stessi e che ebrei e cristiani hanno verso il mondo un compito comune e insostituibile.

Non un dialogo interreligioso, quindi, ma una lotta per la verità che viene da Dio e piò aiutare il mondo.

Il Professor Guerriero ha ripercorso le tappe della pubblicazione del libro fin dalla pubblicazione del testo del Papa l’estate del 2018 in tedesco su Communio e ha ricordato la unicità del libro della Bibbia, delle scritture, anche se lette diversamente tra ebrei e cristiani. Una della questioni centrali del dialogo. E c’è poi la necessità di collaborazione per difendere la libertà religiosa e la salvaguarda del Creato.

A conclusione Andrea Monda direttore dell’ Osservatore romano ha ricordato che questo libro offre una grande possibilità, che la teologia è ancora una disciplina che suscita interesse, la domanda teologica è inscritta nel cuore di ogni uomo. 

La presentazione è stata organizzata nell'ambito della  “Cattedra per la Teologia del Popolo di Dio” istituita nel 2008 presso il Pontificio Istituto Pastorale “Redemptor Hominis”, su iniziativa della Comunità Cattolica d’Integrazione e in stretta collaborazione con la Pontificia Università Lateranense. 

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