I Pontefici del XX secolo, tra storia personale e grandi eventi

La bacheca di Pio XI
Foto: Musei dei Papi
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Immaginette, santini, reliquie, autografi, calici, agende. Questo e molto altro sono gli oggetti dei Pontefici che ci permettono di conoscere meglio la loro personalità. Prosegue il nostro viaggio nella mostra Pontifex a Borgo Vittorio a Roma. Ci accompagna Ivan Marsura.

Dopo aver conosciuto i Pontefici dei secoli passati si arriva così ai Papi moderni, con Pio XI...

La maggior parte della foto che abbiamo partano da Benedetto XV. Di Pio XI abbiamo il suo orologio personale in argento con il suo stemma, poi un orologio con il suo stemma che Pio XI aveva regalato ad un vescovo. E’ stato un dono del cardinale Sodano che ha anche spiegato che questo orologio era stato donato ad un vescovo polacco.

La Polonia in pochi anni ha avuto quelli che sono diventati i maggiori Papi del 900.

Ratti, Montini nel 1923 e Wojtyła che nasceva, insomma un momento speciale per la Chiesa. Un incrocio della storia. Di Pio XI abbiamo anche libri, scritti, e la medaglia del suo venticinquesimo, ma soprattutto abbiamo trovato un opuscolo del 1904, e ce ne sono solo due copie in tutto il mondo, fatto per i compagni di ordinazione sacerdotale con le due foto  di tutti i compagni di ordinazione del 1878 e del 1904. Una cosa molto particolare. Ratti ha pubblicato moltissimo come prefetto della Biblioteca ambrosiana sia poi a Roma, e abbiamo una settantina di sue pubblicazioni.

E arriva Pio XII, un pontificato lungo, ricco e travagliato...

Si recentemente abbiamo avuto in dono l’agenda inedita di Eugenio Pacelli nunzio in Baviera dal 1917 al 1924. Tra le altre note c’è un riferimento nel 1920 all’attentato che aveva subito l’anno prima e che era stato sventato da Suor Pascalina. Non solo ci sono riferimenti anche agli incontri per la firma del concordato tra Santa Sede e Baviera.

Abbiamo anche degli oggetti personali. Abbiamo due calici, uno con cui ha celebrato e uno che è stato donato ad una parrocchia romana, e poi lo zucchetto, il pennino con cui scriveva ed altre piccole cose. Ma soprattutto  Un suo pullover indossato al momento della morte.  Ed è un dono che suor Pascalina fece al cardinale Bea che il confessore di Pio XII, e poi lasciato alla postulazione dei Gesuiti che lo ha donato a noi del Museo.

La Postulazione dei Gesuiti vi ha donato molte cose?

Si, ed appena arrivata la notizia da Padre Pascual Cebollada Silvestre che ha deciso che gli oggetti dei santi integri, gli indumenti che sono circa ottanta dal 1300 ad oggi, ci saranno dati in prestito per fare mostre itineranti  anche sui santi e sugli stigmatizzati.

Quindi prenderemo questi oggetti che vanno anche restaurati. Così l’occasione delle mostre è anche una occasione per la manutenzione e per la evangelizzazione, piuttosto che tenere tutto in archivi polverosi.

Poi il “Papa buono” Papa Giovanni. Ma è vero che fumava?

Eh si certo! fumava il sigaro. Il cardinale Capovilla mi diceva sempre che aveva una foto di  Giovanni XXIII che fumava il sigaro. Ma è stato solo un periodo all’inizio del pontificato, poi ha smesso.

Ma noi abbiamo di Papa Giovanni le chiroteche con le quali ha celebrato durante il Concilio Vaticano II, cioè i guanti che il Papa indossava per le celebrazioni solenni. Poi abbiamo uno splendido album di foto inedite, di Roncalli nunzio ad Istanbul. La particolarità è che Roncalli è sempre in abiti civili. Poi abbiamo un calice, delle lettere e la reliquia ex corporis.

 

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