Il nuovo Messale italiano a Papa Francesco. Bassetti: “Santità, è il suo Messale”

Il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della CEI, ha guidato una delegazione per presentare al Papa il nuovo Messale italiano

Papa Francesco riceve la nuova edizione in italiano del Messale Romano. Da sinistra: il vescovo Maniago, Papa Francesco e il cardinale Bassetti, presidente della CEI
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Santità, questo è il suo messale”. Il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha presentato a Papa Francesco il nuovo Messale in lingua italiana. Il volume, che include anche le nuove versioni del Padre Nostro e del Gloria, sarà di uso obbligatorio in tutta Italia a partire dal 4 aprile 2021, giorno di Pasqua, ma può già essere usato, non appena il libro pubblicato giungerà nelle comunità.

Era una folta delegazione, quella che ha presentato a Papa Francesco i nuovi testi liturgici, in un incontro a porte chiuse impreziosito dal dono del volume edito dalla Fondazione di Religione Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, e distribuito dalla Libreria Editrice Vaticana.

Oltre al Cardinale Bassetti, hanno partecipato all’incontro il vescovo Stefano Russo, segretario generale della CEI; il vescovo Claudio Maniago, presidente della Commissione CEI per la Liturgia; don Franco Magnani e don Mario Castellano, direttore uscente ed entrate dell’Ufficio Liturgico Nazionale della CEI; suor Elena Massimi, che collabora con la sezione musicale dell’ufficio liturgico CEI; l’artista Mimmo Paladino, autore delle illustrazioni del Messale; lo stampatore Maggioni, una rappresentante dello studio grafico, e due addetti di Segreteria.

Presentando il volume al Papa, il Cardinale Bassetti ha spiegato: “Ci abbiamo lavorato 18 anni. È un bambino che è diventato maggiorenne. Siamo contenti di poterle dire che questo è il suo Messale, perché lei fa la maggior parte delle celebrazioni nel Messale in lingua italiana”.

E ancora, il Cardinale ha detto a Papa Francesco di ritenere che il Messale “sia un grande dono, e che rappresenti un rinnovamento e uno stimolo ad approfondirlo e studiarlo per tutti i sacerdoti”.

Il vescovo Maniago ha spiegato a sua volta che è venuta “una opera bella, un bel libro come deve essere il libro liturgico più importante”. Mentre don Franco Magnani, coordinatore dell’intera opera, si è soffermato su alcuni dettagli, come, per esempio, l’aver “essenzializzato alcune orazioni”.

Quella che è stata donata al Papa è la prima copia del Messale, che nasce dalla nuova traduzione del Messale Romano di Paolo VI promossa dai vescovi italiani. La traduzione è stata fatta sulla base della terza edizione tipica del Messale Romano scaturito dal Concilio Vaticano II.

Papa Francesco aveva autorizzato un anno fa la promulgazione della terza edizione in italiano del Messale Romano. Il testo era prima passato per la confirmatio al vaglio della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, e poi approvato nel novembre 2018 dall’Assemblea Generale CEI.

Con il nuovo Messale, cambia la preghiera del Padre Nostro: non si dirà più “non indurci in tentazione”, ma “non abbandonarci alla tentazione”; e si aggiungerà anche alla formula “come noi li rimettiamo” (che sarà “come anche noi li rimettiamo”).

Cambia anche il Gloria: non si dirà più “Pace in terra gli uomini di buona volontà”, ma “pace in terra gli uomini, amati dal Signore”.

Altre modifiche sono state applicate alle preghiere eucaristiche (la consacrazione del pane e del vino).

Sono tutte modifiche giunte al termine di un percorso di 18 anni, e che ha riguardato, come detto, la terza edizione tipica del Missale Romanum, che risale al 2002.

La prima editio typica, che recepiva la riforma liturgica del Vaticano II e seguiva le indicazioni della Sacrosanctum Concilium, è stata pubblicata nel 1970 e tradotta in italiano nel 1973. La seconda edizione è del 1975 ed è stata tradotta in italiano nel 1983. È l’edizione attualmente in uso. Tutto cambierà, dunque, da Pasqua 2021.

Ha spiegato il cardinale Bassetti: “Il libro del Messale non è soltanto uno strumento liturgico, ma un riferimento puntuale e normativo che custodisce la ricchezza della tradizione vivente della Chiesa, il suo desiderio di entrare nel mistero pasquale, di attuarlo nella celebrazione e di tradurlo nella vita. La riconsegna del Messale diventa così un’occasione preziosa di formazione per tutti i battezzati, invitati a riscoprire la grazia e la forza del celebrare, il suo linguaggio - fatto di gesti e parole - e il suo essere nutrimento per una piena conversione del cuore”.

(articolo aggiornato alle 15.40 con le dichiarazioni del Cardinale Bassetti)

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