Papa Francesco chiede che l’impegno globale contro il coronavirus sia via per la pace

Angelus ancora nel Palazzo Apostolico. Dopo l’affaccio sulla piazza vuota. Papa Francesco si unisce anche all’appello per il cessate il fuoco globale per combattere la pandemia

Papa Francesco recita l'Angelus nella Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Senza Cristo, o al di fuori di Cristo, non solo non è presente la vita, ma si ricade nella morte”. Angelus della domenica ancora nel Palazzo Apostolico, per Papa Francesco, per evitare assembramenti nella piazza, che, come di consueto, va poi a benedire. Dopo l’Angelus, Papa Francesco si unisce anche all’appello per il “cessate il fuoco globale” lanciato delle Nazioni Unite ricordando la pandemia del coronavirus, e auspica che la pandemia del coronavirus faccia anche portare a tutti a riscoprire i legami come “membri dell’unica famiglia umana”.

Il commento al Vangelo, dunque. Gesù viene a sapere della morte dell’amico Lazzaro, accorre, si commuove, ringrazia Dio che lo ascolta, fa aprire la tomba e chiama Lazzaro, che esce ancora tutto bendato.

“Qui – commenta Papa Francesco - tocchiamo con mano che Dio è vita e dona vita, ma si fa carico del dramma della morte. Gesù avrebbe potuto evitare la morte dell’amico Lazzaro, ma ha voluto fare suo il nostro dolore per la morte delle persone care, e soprattutto ha voluto mostrare il dominio di Dio sulla morte”.

È così che “la fede dell’uomo e l’onnipotenza dell’amore di Dio si cercano e infine si incontrano”, e si incontrano tra le sorelle Marta e Maria che dicono a Gesù che se fosse stato lì, Lazzaro non sarebbe morto, e Gesù che dice di “avere fede”.

Chiosa Papa Francesco: “La risposta di Dio non è un discorso, è Gesù: ‘Io sono la risurrezione e la vita… Abbiate fede! In mezzo al pianto continuate ad avere fede, anche se la morte sembra aver vinto. Togliete la pietra dal vostro cuore! Lasciate che la Parola di Dio riporti la vita dove c’è morte’.”

Quello di togliere la pietra, afferma Papa Francesco, è un invito che Gesù rivolge a noi ancora oggi, perché “Dio non ci ha creati per la tomba, ci ha creati per la vita, bella, buona, gioiosa” e invece, come dice il Libro della Sapienza, “la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo”.

Gesù è dunque venuto a “liberarci dai lacci della morte” e per questo – ricorda Papa Francesco – “siamo chiamati a togliere le pietre di tutto ciò che sa di morte: l’ipocrisia con cui si vive la fede, è morte; la critica distruttiva verso gli altri, è morte; l’offesa, la calunnia, è morte; l’emarginazione del povero, è morte”.

Papa Francesco sottolinea che “il Signore ci chiede di togliere queste pietre dal cuore”, che solo così “la vita fiorirà ancora intorno a noi”, perché “Cristo vive, e chi lo accoglie e aderisce a Lui entra in contatto con la vita”.

Ammonisce Papa Francesco: “Senza Cristo, o al di fuori di Cristo, non solo non è presente la vita, ma si ricade nella morte”.

Il Papa spiega poi che la risurrezione di Lazzaro è anche “segno anche della rigenerazione che si attua nel credente mediante il Battesimo, con il pieno inserimento nel Mistero Pasquale di Cristo”, dato che è “per l’azione e la forza dello Spirito Santo” che il cristiano “cammina per la vita come una nuova creatura: una creatura per la vita”.

Dopo l’Angelus, Papa Francesco si associa all’appello di Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, per un “cessate il fuoco globale e immediato in tutti gli angoli del mondo, richiamando l’attuale emergenza per il COVID-19, che non conosce frontiere”.

Papa Francesco, dunque, invita “tutti a darvi seguito fermando ogni forma di ostilità bellica, favorendo la creazione di corridoi per l’aiuto umanitario, l’apertura alla diplomazia, l’attenzione a chi si trova in situazione di più grande vulnerabilità”.

Continua Papa Francesco: “L’impegno congiunto contro la pandemia, possa portare tutti a riconoscere il nostro bisogno di rafforzare i legami fraterni come membri dell’unica famiglia umana”.

In particolare, conclude il Papa, “susciti nei responsabili delle Nazioni e nelle altre parti in causa un rinnovato impegno al superamento delle rivalità. I conflitti non si risolvono attraverso la guerra! È necessario superare gli antagonismi e i contrasti, mediante il dialogo e una costruttiva ricerca della pace”.

Conclude Papa Francesco: "In questo momento il mio pensiero va a tutte le persone che patiscono la vulnerabilità di essere costretti a vivere in gruppo: case di riposo, caserme... in modo speciale vorrei menzionare la situazione delle carceri".  Il Papa di aver letto un rapporto del Commissario dei Diritti Umani sulla "carceri sovraffollate", dove può avvenire una tragedia, e chiede alle autorità di "prendere provvedimenti" per evitare tale tragedia. 

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