Papa Francesco e il presidente dell’Angola, l’obiettivo della pace sociale

Incontro tra Papa Francesco e Joao Lourenco, il primo dopo l’accordo tra Santa Sede e Angola

Papa Francesco e il presidente Lourenco, Palazzo Apostolico, 12 novembre 2019
Foto: Alan Holdren / CNA
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Trenta minuti di colloquio con l’aiuto di un interprete, molta cordialità e uno scambio di doni all’insegna dei poveri. Papa Francesco ha ricevuto in Vaticano Joao Lourenco, presidente dell’Angola, alla prima visita alla Sede Apostolica dopo la firma dell’accordo con la Santa Sede.

Successivamente, c’è stato un incontro tra monsignor Mirosław Stanisław Wachowski, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati, e il Ministro degli Affari Esteri angolano Manuel Domingos Augusto.

“Nel corso dei cordiali colloqui – si legge nel comunicato stampa ufficiale della Sala Stampa della Santa Sede - nei quali sono state sottolineate le buone relazioni tra la Santa Sede e l’Angola e l’apprezzato contributo della Chiesa cattolica in molteplici settori della società, ci si è soffermati particolarmente su alcuni aspetti dall’Accordo bilaterale firmato in Vaticano il 13 settembre scorso”.

Il comunicato poi sottolinea che “ci si è quindi intrattenuti sulla situazione del Paese, con particolare attenzione agli sforzi indirizzati a favorire lo sviluppo e il mantenimento della pace sociale”.

Al termine dell’incontro, il presidente ha donato a Papa Francesco un ritratto di una donna dell’Angola che lavora, un “ritratto che qualunque angolano potrebbe riconoscere”. Papa Francesco ha donato, a sua volta, un medaglione di San Martino di Tour che ricordava il mantello del santo. “Sempre ricordare i poveri, ha detto Papa Francesco.

Quindi, come di consueto, ha donato “una biblioteca”, come la chiama il Papa, composta dalle esortazioni apostoliche Amoris Laetitia, Evangelii Gaudium, Gaudete et Exsultate e Christus Vivit, l’enciclcia Laudato Si, il messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2019 che “ha firmato personalmente nella mattinata” e la dichiarazione di Abu Dhabi

Angola e Santa Sede hanno firmato un accordo lo scorso settembre

I colloqui sull’accordo  erano ripresi da più di un anno, dopo che già nel 2007, nunzio l'attuale cardinale Angelo Becciu, si sarebbe arrivati a concluderlo, magari durante il viaggio di Benedetto XVI nel Paese. Tutto saltò, poi, per un cavillo. 

L’accordo include il riconoscimento della personalità giuridica della Chiesa cattolica in Angola e ne delinea le proprietà. Il presidente Joao Lourrenco aveva creato, già nel marzo 2018, una commissione interministeriale per gestire i negoziati .

Angola e Santa Sede hanno relazioni diplomatiche dal 1608, quando Antonio Manuel Nyunda fu nominato primo ambasciatore a Roma dell’allora Regno del Congo. “L’Accordo Quadro – si legge in un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede - redatto in lingua italiana e portoghese e composto da un preambolo e 26 articoli, definisce il quadro giuridico delle relazioni tra la Chiesa cattolica e lo Stato angolano”.

In particolare, “viene riconosciuta la personalità giuridica pubblica della Chiesa e delle sue Istituzioni, nonché il libero esercizio della sua missione apostolica e il suo contributo specifico nelle diverse aree della vita sociale”.

Infine, si stabilisce che le due Parti, pur salvaguardando l’indipendenza e l’autonomia che sono loro proprie, si impegnano a collaborare per il benessere spirituale e materiale della persona umana, così come per la promozione del bene comune”.

L’Accordo entrerà in vigore con lo scambio degli Strumenti di Ratifica.

 

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