Papa Francesco in Ungheria e Slovacchia, preghiera e adorazione nel cuore dell'Europa

Tappe, discorsi e background del prossimo viaggio papale a Budapest e in Slovacchia. “Adorazione e preghiera nel cuore dell’Europa”

Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, durante il briefing sul viaggio del Papa in Ungheria e Slovacchia
Foto: AG
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Il più anziano cardinale vivente è Jozef Tomko, che ha 97 anni. È slovacco, e sarà probabilmente a Kosice ad accogliere Papa Francesco allo stadio dove incontrerà i giovani. E in quello stadio, i giovani si focalizzeranno anche sulla figura di Anna Kolesarova, la “Santa Maria Goretti” di Slovacchia, beatificata nel 2018. Ma la Kolesarova è solo uno dei martiri che caratterizzeranno la visita del Papa a Budapest e in Slovacchia.

Papa Francesco parte il prossimo 12 settembre per un viaggio che lo porta prima a Budapest, per la Messa conclusiva del Congresso Eucaristico Internazionale, e poi in Slovacchia, dove visiterà Bratislava, Presov, Kosice e Sastin. È il 34esimo viaggio del pontificato, e il 15 settembre, al ritorno, Papa Francesco avrà toccato 54 Paesi durante tutti viaggi del suo pontificato. Si tratta di un viaggio particolarmente significativo, perché sarà anche caratterizzato dalla memoria dei martiri. Dal Cardinale Jozef Mindszenty, martire del comunismo e dichiarato venerabile da Papa Francesco nel 2019, che era uno dei confessori al Congresso Eucaristico Internazionale di Budapest nel 1938; al Cardinale Jan Korec, che guidò la Chiesa sotterranea in Slovacchia durante il tempo del comunismo; ai martiri greco-cattolici Peter Pavol Gojdič e Vasiľ Hopko, sepolti nella cattedrale di Presov.

Papa Francesco lo ha definito un viaggio di “adorazione e preghiera nel cuore dell’Europa”, e certo la presenza del Congresso Eucaristico Internazionale ne è un segnale evidente. Ma ci sono altri temi: c’è l’incontro con la comunità ebraica in Slovacchia, nel luogo in cui la sinagoga, a fianco alla cattedrale di San Martino, fu distrutta dai comunisti che poi circondarono la chiesa di strade; ci sono due incontri con il Consiglio Ecumenico delle Chiese, in Ungheria e Slovacchia, a testimoniare il senso ecumenico del viaggio. Nel seguito ci sarà il Cardinale Miguel Ayuso, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ma non il Cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, che ha un impegno concomitante.

Sono quattro giorni di viaggio, ma con pochi eventi con discorso. In tutto, 12 discorsi, 3 in Ungheria e 9 in Slovacchia. In Ungheria, Papa Francesco avrà tutti gli incontri nel Museo delle Belle Arti, statale, sul lato del Piazzale degli Eroi dove celebrerà la Messa.

Il 12 settembre, arrivato a piazzale degli Eroi, Papa Francesco incontrerà prima il presidente Ader e il Primo Ministro Orban, e con lui ci saranno anche il Cardinale Parolin e l’arcivescovo Gallagher, in quello che sembra definirsi quasi come un bilaterale; quindi i 35 vescovi ungheresi; quindi il Consiglio delle Chiese, un incontro preparato anche dal viaggio del Cardinale Koch nell’abbazia ungherese di Pannohalma, culla ecumenica.

Il Papa celebrerà poi la Messa finale del Congresso, e poi nel primo pomeriggio partirà per la Slovacchia.

Lì, dopo l’accoglienza ufficiale, il Papa sarà in nunziatura, dove incontrerà il Consiglio Ecumenico delle Chiese e poi i gesuiti in privato.

Lunedì 13, Papa Francesco avrà a Bratislava l’incontro istituzionale nel Palazzo presidenziale, con discorso alle autorità civili, e quindi sarà nella cattedrale di San Martino per parlare con i vescovi di Slovacchia, e andrà nella Casa Betlemme, gestita dalle suore di Madre Teresa. Non sono previsti discorsi, ci sarà un coro di bambini, e una recita dell’Ave Maria.

Papa Francesco tornerà poi vicino la cattedrale di San Martino, nel luogo dove era la sinagoga, e dove ci sarà la testimonianza di un sopravvissuto alla Shoah e di una suora.

Il 14 settembre, Papa Francesco celebrerà prima la Divina Liturgia a Presov, poi tornerà a Kosice dove visiterà il quartiere di Lunik IX, considerato come una sorta di ghetto, e in particolare le attività dei salesiani per la comunità rom. La giornata termina con l’incontro con i giovani, che esalterà proprio la figura di Anna Kolesarova.

Il 15 settembre, Papa Francesco andrà a Sastin, nel santuario nazionale di Slovacchia, dove c’è la piccola statua della Madonna dei Sette Dolori. È proprio il giorno della grande festa, ed è lì che Papa Francesco celebrerà la Messa finale prima di ritornare a Roma.

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