Papa Francesco, la Cina, le donne, le migrazioni e il futuro della Chiesa che è "uscire"

Papa Francesco
Foto: Aci Group
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Al Papa il dialogo con la Cina piace anche se è un rischio, e gli piace che ci siano diversi livelli di rapporti, dice che il cardinal Zen è una uomo spaventato e “anche l’età forse influisce un po’. È un uomo buono. È venuto a parlare con me, l’ho ricevuto, ma è un po’ spaventato”. Francesco lo ha detto un una intervista a tutto campo rilasciata alla agenzia Reuters.

Tra i temi anche quello delle donne in Curia. Francesco dice di aver lottato per mettere una donna in Sala Stampa (sic!) e dice che “ anche nei Consigli ci devono essere le donne” perché “le donne sanno gestire meglio i conflitti”. Ma sulle donne prete dice “la dimensione della donna va oltre la funzione” e parla del principio mariano e petrino.

Sugli abusi sessuali dice: “la Chiesa si è svegliata e la lezione che io ho appreso non è originale. L’aveva appresa San Giovanni Paolo II con i Cardinali degli Stati Uniti nel caso di Boston. L’aveva appresa Benedetto con i Vescovi dell’Irlanda”.

Su Trump e il ritiro dagli accordi di Parigi dice: “ mi ha dato un po’ di dolore perché è in gioco il futuro dell’umanità. Ma lui delle volte fa capire che ci ripenserà; e io spero che ripensi bene gli accordi di Parigi”.

Sul resto dice Francesco “vado dietro le dichiarazioni dell’Episcopato” e molti problemi sulle migrazioni arrivano dai governi precedenti.

E sulle migrazioni in genere dice. “In Europa c’è un inverno demografico grande. Diverrà vuota. La storia attuale è che c’è gente che arriva chiedendo aiuto. Credo che non si deve respingere la gente che arriva, si devono ricevere, aiutare e sistemare, accompagnare e poi vedere dove metterli, ma in tutta l’Europa.” Tutto senza populismi e cerdando di investire in Africa piuttosto sto che sfruttarla."

E sul futuro della Chiesa dice: “Il futuro della Chiesa è per strada, strada facendo; è vero, è anche nell’adorazione, nella preghiera, nei templi, ma uscire, uscire...uscire con il messaggio: quello è il futuro”.

 

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