Papa Francesco: “La cultura della misericordia ha generato una rivoluzione dell’amore”

Papa Francesco durante una preghiera dell'Angelus
Foto: Vatican Media
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Non manca il riferimento alla piaga degli abusi, in una dichiarazione dopo la preghiera dell’Angelus. Ma, affacciandosi dalla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico, Papa Francesco si concentra prima di tutto sul Vangelo del giorno, e su quell’amore per i nemici in cui si condensa l’insegnamento di Gesù ai discepoli, un comando che inizia una nuova cultura, quella della misericordia, che si concretizza in una rivoluzione dell’amore”.

Cielo pulito, ma ventoso, in piazza San Pietro. Da 45 minuti, si è concluso l’incontro sulla Protezione dei Minori nella Chiesa, e Papa Francesco ha ribadito la linea della Chiesa nella lotta degli abusi, ma anche ringraziato i sacerdoti che hanno continuato fedelmente il loro servizio. Ora, per tutti, è il momento di applicare l’incontro. E magari partire proprio dall’amore per i propri nemici, consapevoli – come ha detto l’arcivescovo Coleridge nell’omelia della Messa conclusiva– che spesso “siamo stati noi stessi i nostri nemici”.

Papa Francesco sottolinea che l’amore per i nemici predicato da Gesù “non è un optional, ma un comando”, e “non è per tutti, ma per i discepoli che Gesù chiama ‘Voi che ascoltate’.” E questo perché Gesù sa molto bene che “amare i nemici va al di là delle nostre possibilità”, ma che si è fatto uomo proprio per “trasformarci in uomini e donne capaci di un amore più grande, quello del Padre suo e nostro”.

Gesù – dice Papa Francesco – “vuole che in ogni cuore l’amore di Dio trionfi sull’odio e sul rancore”, perché “la logica dell’amore è il distintivo del cristiano e ci induce ad andare incontro a tutti con cuore di fratelli”.

Papa Francesco nota anche Gesù insegna anche come superare “la legge umana della ritorsione”, chiedendo di essere “misericordiosi come il padre vostro è misericordioso”, perché solo seguendo il Padre “diventiamo capaci di cose che mai avremmo pensato di poter dire o fare, e di cui anzi ci saremmo vergognati, ma che invece adesso ci danno gioia e pace”.

Alla scuola del Padre, continua Papa Francesco, “non abbiamo più bisogno di essere violenti, con le parole e i gesti; ci scopriamo capaci di tenerezza e di bontà; e sentiamo che tutto questo non viene da noi ma da Lui!, e dunque non ce ne vantiamo, ma ne siamo solo grati”.

Papa Francesco nota che “non c’è nulla di più grande dell’amore”, perché quello “conferisce alla persona tutta la sua dignità, mentre l’odio e la vendetta la sminuiscono, deturpando la bellezza della creatura fatta a immagine di Dio”.

E così, il comando di rispondere con l’amore all’odio “ha generato nel mondo una nuova cultura, la cultura della misericordia (e dobbiamo impararla bene!), che dà vita ad una vera rivoluzione”, ed è “la rivoluzione dell’amore i cui protagonisti sono i martiri di tutti i tempi”.

Quello di amare i nemici, Gesù assicura, non è un comportamento vano. Si deve, aggiunge Papa Francesco, perdonare perché “Dio ci ha perdonato e ci perdona sempre” e “se non perdoniamo del tutto, non possiamo pretendere di essere perdonati”, mentre “se i nostri cuori si aprono alla misericordia, se si suggella il perdono con un abbraccio fraterno e si stringono i vincoli della comunione, proclamiamo davanti al mondo che è possibile vincere il male con il bene”. 

Aggiunge Papa Francesco: "Talvolta per noi è più facile ricordare i torti e non le cose buone (...) ci sono persone che sono collezionisti di ingiustizie. E questa non è una strada. Dobbiamo fare il contrario. Ricordare le cose buone. E quando qualcuno viene con una chiacchiera, che parla bene di un altro, si deve rovesciare il discorso (Sì, forse, ma ha questo di buono), ed è questa la rivoluzione della misericordia!".

Dopo la preghiera dell’Angelus, Papa Francesco si riferisce al summit vaticano sulla protezione dei minori, convocato perché – sottolinea - “come sapete, il problema degli abusi sessuali nei confronti di minori da parte di membri del clero ha suscitato da tempo grave scandalo nella Chiesa e nell’opinione pubblica, sia per le drammatiche sofferenze delle vittime, sia per la ingiustificabile disattenzione nei loro confronti e la copertura dei colpevoli da parte di persone responsabili nella Chiesa”, e allora si è pensato di parlarne insieme “in modo corresponsabile e collegiale”.

Sottolinea Papa Francesco: “Abbiamo ascoltato la voce delle vittime, abbiamo pregato e chiesto perdono a Dio e alle persone offese, abbiamo preso coscienza delle nostre responsabilità, del nostro dovere di fare giustizia nella verità, di rifiutare radicalmente ogni forma di abuso di potere, di coscienza e sessuale”.

Papa Francesco afferma la volontà che “tutte le attività e i luoghi della Chiesa siano sempre pienamente sicuri per i minori”, e che “si prendano tutte le misure possibili perché simili crimini non si ripetano”, ma anche “che la Chiesa torni ad essere assolutamente credibile ed affidabile nella sua missione di servizio ed educazione per i piccoli secondo l’insegnamento di Gesù”.

La Chiesa – aggiunge Papa Francesco – si impegnerà a collaborare “con tutto il nostro cuore efficacia” con tutte le forze positive in tutto il mondo “perché si combatta fino in fondo, in ogni sua forma, la gravissima piaga della violenza nei confronti di centinaia di milioni di minori, bambine e bambini, ragazze e ragazzi, in tutto il mondo”.

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