Papa Francesco: “La Fraternità è la nuova frontiera dell’umanità”

Il Papa partecipa alla prima Giornata Internazionale della Fratellanza Umana

Papa Francesco durante l'incontro della Giornata Internazionale per la Fraternità Umana
Foto: Vatican Media / Youtube
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Oggi non c’è tempo per l’indifferenza. Non possiamo lavarci le mani”. Papa Francesco lo dice all’incontro virtuale organizzato dall’Alto Comitato della Fraternità Umana, durante il quale si premiano anche i vincitori del premio Zayed ispirato al documento di Abu Dhabi. E, nel suo messaggio, Papa Francesco va a reiterare il grande tema della solidarietà universale, una solidarietà che deve partire prima di tutto dalla fratellanza umana.

È la prima Giornata Internazionale della Fraternità umana istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ricorre ogni anno nel giorno dell’anniversario della firma della Dichiarazione sulla Fraternità Umana ad Abu Dhabi da parte di Papa Francesco e il Grande Imam di al Azhar.

L’evento virtuale cui partecipa il Papa è organizzato dall’Alto Comitato della Fraternità Umana, stabilito dal governo degli Emirati Arabi in collaborazione con la Santa Sede. Primo presidente del Comitato è stato il Cardinale Miguel Angel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. L’incarico di presidente dura un anno, ed è conferito alternativamente alla Santa Sede e a un rappresentante musulmano. Il presidente attuale è Mohammed al-Mahrasawi, presidente dell’Università di al Azhar. Colpisce che negli inviti all’evento il Grande Imam di al Azhar sia citato prima del Papa, che pure protocollarmente è un capo di Stato.

Nel comitato, la Santa Sede è rappresentata anche da monsignor Ioannes Gahzi Laid, ex segretario personale di Papa Francesco e tra gli artefici della dichiarazione di Abu Dhabi. Il Comitato si è allargato anche a rappresentanti di altre confessioni religiose e del mondo della cultura, e supervisione la costruzione di un Abrahamic Center ad Abu Dhabi.

Nel suo messaggio, Papa Francesco ringrazia il Grande Imam di al Azhar al-Tayeb suo "compagno nella lotta per la fraternità", e poi lo sceicco Mohammed bin Zayed per gli sforzi “che posto nell’andare avanti in questo cammino” della fraternità umana, perché questi “ha creduto nel progetto”. Allo stesso modo si rivolge familiarmente al giudice Abdel Salam, segretario generale dell’Alto Comitato (ha presentato anche l’enciclica di Papa Francesco Fratelli Tutti insieme al Segretario di Stato vaticano), che il Papa ha incontrato nell’ultimo anno cinque volte, anche al di fuori dei protocolli ufficiali, e che viene da Francesco definito l’enfant terrible del progetto.

“Oggi la fraternità è la nuova frontiera dell’umanità”, dice Papa Francesco. E aggiunge: “O siamo fratelli, o ci distruggiamo tra noi”. E ancora: “O siamo fratelli, o cade tutto. (La fraternità) è la frontiera sulla quale dobbiamo costruire, la sfida del nostro secolo, la sfida dei nostri tempi”.

Papa Francesco sottolinea che fraternità deve dire “mano tesa”, ma anche “rispetto”, “ascoltare con il cuore aperto”, e “dire con fermezza le proprie convinzioni”, perché non c’è fraternità vera se le nostre convinzioni vengono negoziate.

Papa Francesco afferma che “siamo fratelli, nati dallo stesso Padre. Con culture, tradizioni differenti, però tutti fratelli. E rispettando le nostre culture e tradizioni differenti, le nostre cittadinanze differenti, devi costruire questa fraternità”.

Il Papa ricorda che “è il momento dell’ascolto”, è “il momento dell’accettazione sincera” ed è il momento “in cui essere certi che un mondo senza fratelli è un mondo di nemici”.

Papa Francesco chiede infine di smetterla con la tecnica di “guardare dall’altra parte, prescindendo dall’altro, come se non esista”, ma piuttosto di ricordare che “o si è fratelli o si è nemici”.

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