Papa Francesco negli Emirati Arabi Uniti, la Messa sarà il 5 febbraio

Il vescovo Paul Hinder (a destra) nel 2015 durante la visita negli Emirati Arabi Uniti del cardinale Pietro Parolin (a sinistra), Segretario di Stato vaticano
Foto: www.ofmcap.org
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Il programma completo della visita di Papa Francesco ad Abu Dhabi sarà pubblicato prima di Natale, ma si sa già che il Papa celebrerà messa il 5 febbraio 2019. Lo annuncia il vescovo Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia del Sud, in una lettera ai fedeli pubblicata sul sito del Vicariato.

Nella lettera, il vescovo Hinder dice che il Papa sarà ad Abu Dhabi dalla tarda serata del 3 febbraio a mezzogiorno del 5 febbraio. “Siamo felici e grati – sottolinea il vescovo – che Papa Francesco ha accettato l’invito di Sua Altezza lo Sceicco Mohammed bin Zayed al al Nahyan a partecipare all’“Incontro Internazionale sulla Fraternità Umana”.

Il vescovo Hinder sottolinea che “il programma dettagliato del molto breve e fitto viaggio della visita sarà pubblicato prima della visita”, ma che di certo la visita si chiuderà con una Messa ad Abu Dhabi al mattino del 5 febbraio, e che già si sta lavorando ad organizzare tutto “in modo che sia possibile per la maggior parte dei nostri fedeli di partecipare in questo evento storico”.

Il vicario apostolico di Arabia del Sud rimarca che “sarà la prima visita di un Papa nella penisola arabica”, e si augura che “la breve visita sia un momento per approfondire la nostra fede e la nostra vicinanza al vescovo di Roma, che è il capo del collegio di tutti i vescovi”.

Il vescovo Hinder chiede di pregare perché la visita sia un evento spirituale, per i governanti della nazione che “hanno reso la visita possibile”, e ha ringraziato il governo “per la generosità”, specialmente per aver dato un luogo per celebrare una Messa”.

Al termine della lettera, il vescovo Hinder ribadisce il motto della visita, che è anche la preghiera di San Francesco: “Fai di me uno strumento della tua pace”. “Che la visita – conclude – sia un passo importante nel dialogo tra Musulmani e cristiani e un contributo alla mutua comprensione e al percorso di pace nel Medio Oriente”. Infine, la richiesta di includere una speciale preghiera di intercessione in tutte le messe “perché sia una visita spiritualmente di successo”.

Quello di febbraio è il primo viaggio di un Papa nella penisola arabica, sebbene non è la prima volta di un Papa in un Paese musulmano: lo stesso Papa Francesco sarà in Marocco il 30 e 31 marzo, e Giovanni Paolo II vi era stato nel 1986.

Santa Sede ed Emirati Arabi Uniti hanno stabilito relazioni diplomatiche nel 2007. C’è ancora una delegazione apostolica della Penisola Arabica, ma questa è ora funzionante solo per i rapporti con Arabia Saudita e Oman, gli unici due Stati della regione che non hanno pieni rapporti diplomatici con la Santa Sede. Il nunzio ad Abu Dhabi copre anche gli altri Paesi nella Penisola Arabica ed ha sede in Kuwait City.

Il principe Zayed al Nahyan ha fatto visita a Papa Francesco il 15 settembre 2016. È stato l’inizio di un percorso portato avanti dalla casa reale per il dialogo con le religioni.

Nel novembre 2016, le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno promosso una conferenza per discutere della promozione della tolleranza, e vi aveva partecipato anche l’arcivescovo Justin Welby, primate di Canterbury, così come Ahmed el Tayeb, grande imam di al Azhar, che Papa Francesco ha incontrato per quarta volta lo scorso 16 ottobre e che incontrerà di nuovo alla conferenza cui parteciperà a febbraio.

Dall’11 al 13 dicembre 2017, ad Abu Dhabi era stato organizzato ad Abu Dhabi il Forum per la promozione della pace nelle società musulmane.

L'Islam è la religione ufficiale, e la conversione dall’Islam è considerata reato di apostasia ed è punibile con la morte. Le chiese cristiane non possono avere campanili, né croci. Negli Emirati Arabi c’è comunque una piccola, ma viva, comunità cattolica. C’è una cattedrale dedicata a San Giuseppe, e sette parrocchie di cui la prima era quella dell’Assunta inaugurata nel 1966. Il 12 giugno 2015 era stata invece inaugurata una chiesa cattolica dedicata a San Paolo, alla presenza del Cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano. I fedeli sono circa 900 mila, tutti immigrati.

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