Papa Francesco, quali saranno i viaggi del 2022?

Il 2021 ha visto il ritorno di Papa Francesco ai viaggi internazionali. Quali sono i viaggi che si possono prevedere per il 2022, e quali sono i desideri del Papa?

Papa Francesco in partenza per un viaggio internazionale
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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La sorpresa è quello che dovrebbe essere un ritorno: Papa Francesco vuole andare in Ungheria nel corso del 2022, per una visita che non riguardi solo la città di Budapest, come è successo in occasione del Congresso Eucaristico Internazionale, ma che vada a toccare anche dei luoghi significativi del cattolicesimo ungherese. Nella mente del Papa, tutto è già deciso, tanto che incontrando al termine dell’udienza generale del 16 dicembre Ciril Tamas Horotobagyi, abate di Pannhonalma, il Papa gli ha già detto che visiterà anche l’abbazia. Questa ha compiuto 1025 anni ed ha una forte tradizione ecumenica.

Il viaggio in Ungheria è un punto di partenza per comprendere quale sarà l’agenda del Papa nel 2022. Nessun viaggio è confermato, e si tratta sempre di speculazioni. Tutto sommato, però, il Papa ha lanciato messaggi molto chiari dei suoi desideri. Molto dipenderà ovviamente dalla sue condizioni di salute, e da quanti spostamenti potrà fare. La volontà, però, è forte.

Il viaggio in Ungheria dovrebbe aver luogo a settembre. Sempre a settembre, dal 14 al 15, ci sarà in Kazakhstan il Settimo Incontro dei Leader delle Religioni Tradizionali. Il Kazakhstan ha siglato nel 2019 un protocollo di intesa con il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, e il presidente del Senato è stato recentemente in visita dal Papa. Il Papa dovrebbe andare, anche perché parteciperà all’incontro anche il Patriarca ortodosso di Mosca Kirill. E Nur-Sultan, capitale del Kazakhstan, sarebbe un luogo neutro e ottimale per un secondo incontro tra il Papa e il Patriarca di Mosca, dopo quello dell’Avana nel 2016.

Gli indizi portano tutti lì: la disponibilità del Papa, resa nota pubblicamente durante la conferenza stampa in aereo di ritorno dalla Grecia; la visita del metropolita Hilarion in Vaticano lo scorso 22 dicembre, corredato da un colloquio con Papa Francesco; le dichiarazioni dello stesso Hilarion, che ha fatto sapere che un incontro ci può essere, ma sarebbe bene non fosse prima di Pasqua.

Ma non va sottovalutato anche un altro fatto: il Papa non prende parte in genere agli incontri interreligiosi, a meno che non sia l'organizzatore. Gli indizi portano in Kazakhstan, ma non escludono che l'Ungheria sia invece il posto designato. L'abbazia di Pannonhalma, tra l'altro, era luogo previsto per l'incontro tra Giovanni Paolo II e Alexey II nel 1996, e Kirill è atteso in Ungheria il prossimo anno, forse per la fine del restauro della catttedrale ortodossa a Budapest o anche per l'inaugurazione della nuova chiesa a Heviz. L'Ungheria sarebbe comunque un territorio più neutro del Kazakhstan, che è territorio canonico del Patriarcato di Mosca. Tra l'altro, Pannonhalma è abbazia esente, ed è l'unica in Ungheria non soggetta alla giurisdizione del Primate.

Un incontro con Kirill porterebbe inevitabilmente a parlare della questione ucraina. E potrebbe essere un dialogo interessante, perché Papa Francesco ha fatto sapere a più riprese di voler andare in Ucraina, e sia l’arcivescovo maggiore della Chiesa Greco Cattolica Ucraina Sviatoslav Shevchuk che l’arcivescovo cattolico di rito latino di Lviv Miecyslaw Mokrzycki hanno fatto sapere che il Papa ha promesso loro una visita nel corso del 2022. Ancora non è stato definito niente, ma la visita potrebbe aver luogo a maggio, quando il tempo atmosferico è meno inclemente.

Il Papa ha anche espresso un forte desiderio di un viaggio in Libano, e questo succederà non appena la situazione politica sarà stabilizzata nel Paese.

Così come il Papa accarezza il sogno di andare in Papua Nuova Guinea, un viaggio programmato già nel 2020 (anche se mai ufficializzato) che il Papa vorrebbe riprendere in mano, forse anche senza fare le tappe previste in Indonesia e Timor Est. Altre fonti dicono che il Papa includerebbe non solo Indonesia e Timor Est, ma farebbe anche tappa a Singapore, avvicinandosi così in qualche modo alla Cina. Tutto dovrebbe avvenire (se avverrà) nella seconda metà dell'anno. 

Poi resta ancora un viaggio a Malta, che fu annunciato per la Pentecoste del 2020 e che non ha avuto ancora luogo per via della pandemia. Il Papa potrebbe andarci dopo Pasqua. E c'è - annunciata dallo stesso Papa - la possibilità di una tappa a Santiago di Compostela, per completare l'Anno Santo del santuario prorogato di un anno per via della pandemia. Una visita che non toccherebbe la Spagna, ma solo il santuario. 

Il sogno di Papa Francesco è di andare in Russia, ma è difficile che il viaggio si concretizzi già quest’anno. C’è, comunque, l’ipotesi di un viaggio in Serbia, fortemente caldeggiato da tempo dalle autorità di Belgrado, che potrebbe tra l’altro lavorare per una normalizzazione dei rapporti tra ortodossi e cattolici nei Balcani.

Nel 2020, era previsto anche un passaggio del Papa in Montenegro, che non è mai avvenuto. Il vicepremier montenegrino. Dritan Abazovic, è stato al baciamano con Papa Francesco al termine dell’udienza generale del 29 dicembre, e lo ha di nuovo invitato in Montenegro. Ora, si aspetta la decisione papale.

Di certo, non sembra ancora l’epoca dei viaggi transcontinentali, anche se resta la promessa di un viaggio in Canada, per chiedere perdono di quanto successo nelle scuole residenziali, annunciata tra l’altro ufficialmente. Mentre resta per ora ancora da definire un viaggio in Sud Sudan, che il Papa vorrebbe fare ormai dal 2019. Se però il Papa riuscisse a compierlo, allora probabilmente inserirebbe nell'itinerario la Repubblica Democratica del Congo. 

Il problema dei viaggi sta piuttosto nei tempi. Il Papa ha 85 anni, ha avuto una operazione chirurgica, e logica vuole che ci sia spazio, nel corso dell’anno, solo per tre, massimo quattro grandi viaggi. Ci potrebbero essere anche viaggi di un giorno, ma devono davvero valere la pena. Il Papa, lo scorso anno, non a caso ha deciso di non andare alla fine a Glasgow, per il COP26, dove sarebbe solo andato a leggere un discorso.

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