Ucraina, una domenica della Parola di Dio all’insegna del dialogo ecumenico

Sua Beatitudine Shevchuk sottolinea che è proprio a partire dalle scritture che deve partire l’impegno ecumenico

Sua Beatitudine Shevchuk guida la preghiera ecumenica dell Domenica della Parola di Dio, 26 gennaio 2020
Foto: Chiesa Greco Cattolica Ucraina
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Per l’Ucraina, la prima “Domenica della Parola di Dio” è stata soprattutto l’occasione di una preghiera ecumenica, che ha messo insieme tutte le confessioni cristiane del Paese e che ha visto per la prima volta la partecipazione della Chiesa Ortodossa Ucraina, la realtà autocefala che ha creato quello che viene chiamato “scisma ortodosso”. Al di là di ogni dibattito, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore della Chiesa Greco Cattolica Ucraina, ha invece voluto ricentrare tutto il senso del dialogo ecumenico sulla centralità della parola di Dio.

“Questa – ha detto Sua Beatitudine Shevchuk – è la prima domenica che il Papa ha proclamato ‘Domenica della Parola di Dio’. Il Papa ci vuole dire oggi che la Parola di Dio è un tesoro inesauribile di unità cristiana. Al di là delle confessioni religiose, tutti i cristiani leggono e ascoltano la stessa parola di Dio”.

Partecipava alla preghiera ecumenica anche il vescovo Oleksandr Drabynko, metropolita di Peryaslav-Khmeltnytsky e Vyshnevsy. Questi si è soffermato sul tema della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani appena conclusa, “Ci trattarono con grande umanità”. Si tratta di un brano degli Atti degli Apostoli che racconta il naufragio di San Paolo sull’isola di Malta e per questo motivo la scrittura del sussidio di preghiera è stato affidato proprio a un gruppo dell’isola nel Mediterraneo.

Il metropolita della Chiesa Ortodossa Ucraina ha sottolineato che “spesso lodiamo le nostre identità. Identità che, sfortunatamente, sono spesso nominali piuttosto che evangeliche. E questo è triste, perché dando la precedenza alle cose minori, ci perdiamo a volte come cristiani”.

Sua Beatitudine Shevchuk, dal canto suo, ha sottolineato che “la Parola di Dio, il Vangelo, non sono solo una qualche conoscenza, una dottrina, un gruppo di idee”, quanto piuttosto “una persona Divina”.

“I primi cristiani – ha sottolineato Sua Beatitudine - ci hanno detto che la Parola di Dio è il nutrimento da cui prendiamo, e così possiamo crescere nella maturità in Cristo. Ogni volta che leggiamo le scritture, entriamo in dialogo, comunione con Dio. Dio non è un Dio muto, ma un Dio - Parola che ci parla ogni giorno”.

Dal canto suo, il vescovo Oleksandr ha detto che il messaggio di Papa Francesco è quello di “guardare nell’altro, spesso una persona di differente cultura e sguardo, il nostro vicino, una persona che ha bisogno della nostra simpatia e aiuto”. Il metropolita della Chiesa ortodossa ucraina ha dunque sottolineato che la “misericordia unisce. Ci unisce con Dio e il nostro vicino”.

La celebrazione della Domenica della Parola di Dio è stata anche una occasione di de-politicizzare la questione ecumenica. Dopo la proclamazione dell’autocefalia della Chiesa Ortodossa Ucraina, infatti, c’era stato un dibattito molto forte di politica ecclesiastica, piuttosto che centrato sulla scrittura, basato sulla giurisdizione canonica della Chiesa.

Vale la pena di ricordare che, per rispondere all’emergenza del conflitto in Ucraina – che Papa Francesco non ha esitato a chiamare guerra nel suo incontro con il Sinodo greco cattolico ucraino del luglio 2019 – le religioni ucraine si sono riunite in una associazione (una sorta di Onlus) per prestare soccorso alle vittime.

Anche l’iniziativa “Il Papa per l’Ucraina” è stata una iniziativa per la prima volta destinata ad aiutare non solo le associazioni cattoliche, ma tutte le organizzazioni impegnate con progetti ad aiutare le persone sul territorio.

A questo “ecumenismo pratico” è stato dunque aggiunto un “ecumenismo della Parola”, che sembra proprio avere l’intenzione di portare la questione ecumenica al di fuori del dibattito politico.

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