Dialogo ecumenico, l’Arcivescovo di Minsk: “Uniti guardiamo avanti”

L'Arcivescovo Tadeusz Kondrusiewic.
Foto: © Shchyhlinskaya Aliaksandra/ccee.eu
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La Santa Sede verso la Russia e la Chiesa Ortodossa Orientale. E’ il titolo della conferenza stampa che si è svolta in questi giorni presso la Pontificia Università Gregoriana, in cui si è concentrata l’attenzione sul dialogo ecumenico con le chiese ortodosse, i cui frutti cominciano a maturare in Paesi in cui la convivenza è sempre stata storicamente difficile. ACI Stampa ne ha parlato con l'Arcivescovo di Minsk Tadeusz Kondrusiewicz.

La Santa Sede verso la Russia e la Chiesa Ortodossa Orientale. A che punto sono oggi? Secondo lei, Eccellenza, si sta andando nella direzione giusta?

Solo Dio certamente lo sa. Ma sappiamo anche che Dio agisce attraverso le persone e, grazie al Concilio Vaticano II, a Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e ora Papa Francesco stiamo certamente procedendo verso la strada giusta.

Eccellenza ha appena nominato Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e ora Francesco. In questo processo ecumenico in che modo ha influito il pontificato di ognuno di loro?

Giovanni Paolo II ha fatto un enorme lavoro. Le sue encicliche, i suoi discorsi erano tutti un invito al dialogo. Questo è fondamentale, perché dobbiamo concentrarci proprio su questo: il dialogo è un punto a favore che ci unisce. Benedetto XVI con le sue parole preziose, con il suo pensiero concreto e profondo, era ed è molto stimato dalla Chiesa Ortodossa Russa. In Russia c’è enorme stima per il Papa emerito. E poi Papa Francesco: con lui è stato decisivo l’incontro all’Avana , direi quasi provvidenziale. L’incontro all’Avana nel febbraio 2016 tra Papa Francesco e il patriarca di Mosca Kirill è stato un incontro di amicizia, di fratelli nella fede. Oggi è il tempo di raccogliere i frutti di questi piccoli semi gettati. Queste sono tutte strade per mostrare al mondo contemporaneo che ci può e ci deve essere un dialogo.

Alla luce di tutto ciò, esiste l’opportunità di una svolta ecumenica?

Si. Questa conferenza vuole mettere in luce gli obiettivi possibili. Dobbiamo innanzitutto guardare tutto questo con gli occhi della fede, del Vangelo. Prima di tutto siamo cristiani, tutti abbiamo accettato la parola di Gesù: “Ut unum sint” – che è anche il nome dell’enciclica ecumenica di San Giovanni Paolo II del 1995 - Dobbiamo essere uniti”.