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Papa Francesco: "È un demone subdolo, quello della tristezza"

Nel discorso in lingua italiana, il Papa, continuando il ciclo di catechesi su “I vizi e le virtù”, incentra la sua riflessione sul tema "La tristezza"

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Nel discorso in lingua italiana, il Papa, continuando il ciclo di catechesi su “I vizi e le virtù”, incentra la sua riflessione sulla "tristezza". Per Francesco è da intendere come "un abbattimento dell’animo, un’afflizione costante che impedisce all’uomo di provare gioia per la propria esistenza".

La tristezza "che si insinua nell’anima e che la prostra in uno stato di abbattimento: è il genere di tristezza che deve essere combattuto", dice il Papa.

Iniziamo da "una tristezza amica, che ci porta alla salvezza". "Pensiamo al figlio prodigo della parabola: quando tocca il fondo della sua degenerazione prova grande amarezza. È una grazia gemere sui propri peccati, ricordarsi dello stato di grazia da cui siamo decaduti, piangere perché abbiamo perduto la purezza in cui Dio ci ha sognati", spiega il Pontefice.

La seconda tristezza invece è "una malattia dell’anima". "La dinamica della tristezza è legata all’esperienza della perdita. Nel cuore dell’uomo nascono speranze che vengono a volte deluse. Può essere il desiderio di possedere una cosa che invece non si riesce ad ottenere; ma anche qualcosa di importante, come una perdita affettiva. Quando questo capita, è come se il cuore dell’uomo cadesse in un precipizio, e i sentimenti che prova sono scoraggiamento, debolezza di spirito, depressione, angoscia. Tutti attraversiamo prove che generano in noi tristezza, perché la vita ci fa concepire sogni che poi vanno in frantumi. In questa situazione, qualcuno, dopo un tempo di turbamento, si affida alla speranza; ma altri si crogiolano nella malinconia, permettendo che essa incancrenisca il cuore.La tristezza è il piacere del non piacere.E' come prendere una caramella amara amara e succhiare la caramella", dice il Papa, anche aggiungendo a braccio.

Francesco mette in guardia. "C’è qualcosa nel passato di tutti che dev’essere guarito. La tristezza, da emozione naturale può trasformarsi in uno stato d’animo malvagio".

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"È un demone subdolo, quello della tristezza. I padri del deserto lo descrivevano come un verme del cuore, che erode e svuota chi l’ha ospitato. Questa immagine è bella, ci fa capire, il verme nel cuore. Dobbiamo stare attenti a questa tristezza e pensare che Gesù ci porta la gioia della Resurrezione. Devi fermarti e reagire secondo la natura della tristezza. La tristezza porta al pessimismo, ad un egoismo che difficilmente guarisce".Così conclude la sua catechesi Papa Francesco.