Città del Vaticano , mercoledì, 7. gennaio, 2026 14:00 (ACI Stampa).
Leone XIV ha preso carta e penna lo scorso 12 dicembre, e ha inviato una lettera circolare a tutti i cardinali per definire l’agenda di discussione del concistoro del 7-8 gennaio prossimo. Sono quattro i punti di cui si discuterà: rilettura dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium; approfondimento della costituzione apostolica Praedicate Evangelium, con un focus su Chiesa universale e Chiesa particolare; sinodo e sinodalità come strumenti di collaborazione al pontefice; e infine una “approfondita riflessione teologica, storica e pastorale” sulla liturgia per, come dice la costituzione apostolica del Concilio Vaticano II Sacrosanctum Concilium, “conservare la sana tradizione e aprire nondimeno la via ad un legittimo.
Una circolare del decano del Collegio Cardinalizio di novembre stabilisce una sorta di agenda: le discussioni iniziano alle 16 del 7 gennaio e si articolano in tre sessioni, con un pranzo in comune in Aula Paolo VI, offerto dal Papa l’8 gennaio. I lavori del Concistoro si svolgeranno in gruppi, i cui relatori riferiranno poi in aula. E tuttavia, i quattro punti di discussione rappresentano già un’indicazione di programma.
Leone XIV è già intervenuto, durante questo pontificato, per “correggere” alcuni aspetti della Praedicate Evangelium, ovvero della riforma della Curia voluta da Papa Francesco. Prima di tutto, il ridimensionamento dell’Istituto delle Opere di Religione, con un motu proprio che ha sovvertito la decisione del suo predecessore che con un rescriptum aveva stabilito che tutti gli investimenti dovessero passare dalla cosiddetta “banca vaticana”.
Quindi, la decisione di stabilire l’Apostolato del Mare, quasi dimenticato dalla riforma della Curia di Papa Francesco. E, infine, il ripristino del settore centro della Diocesi di Roma, lo scorso 4 ottobre, che Papa Francesco aveva eliminato.
Leone XIV non ha proceduto con rotture nette. La posizione di Suor Raffaella Petrini come presidente della Pontificia Commissione dello Stato di Città del Vaticano è stata sanata da un motu proprio di Leone XIV lo scorso 21 novembre. Ancora il tribunale vaticano segue gli stessi criteri di prima per le nomine dei giudici, e dunque non sorprende la scelta di Ulisse Corea come giudice applicato del Tribunale dello Stato di Città del Vaticano.





