Assisi, Padre Enzo Fortunato: "Con sorella rete continuiamo a pregare San Francesco"

L'intervista a Padre Enzo Fortunato, Direttore della Rivista San Francesco

La Cacciata dei diavoli da Arezzo è la decima delle ventotto scene del ciclo di affreschi delle Storie di san Francesco della basilica superiore di As
Foto: sanfrancesco.org
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Sono tante e davvero lodevoli le iniziative dei frati minori di Assisi in questi tempi duri e difficili per l'emergenza coronavirus. San Francesco, patrono d'Italia, non smette di guidare e proteggere i suoi amati fratelli e le sue care sorelle, con l'ausilio della preghiera costante, del rispetto delle norme e della solidarietà. ACI Stampa ne ha parlato con Padre Enzo Fortunato, Direttore Rivista San Francesco.

Padre Enzo, voi frati di Assisi come state affrontando l'emergenza coronavirus?

La pima cosa è stata la preghiera che dona la forza e illumina il cammino. Illumina soprattutto questo momento buio dell'umanità che per uno strano paradosso ci fa comprendere la presenza dell'altro e ci ripropone un'immagine. L'immagine di San Francesco di Assisi con i lebbrosi. La lebbra allora, il virus oggi, frantumano l'umanità, creano distanza, separazione. Francesco ci insegna la strada dell'umanità e della fraternità che diventano solidarietà. Attenzione all'altro, prenderci cura dell'altro, attraverso obbedienza alle regole e alle norme che ci vengono date in questo momento storico.

Padre Enzo quali sono le vostre iniziative per questi giorni ?

Abbiamo potenziato la preghiera attraverso sorella rete, con la webcam h24 sulla tomba di San Francesco. Con delle riflessioni che ci permettono di sfogliare il primo film a colori su San Francesco che proponiamo sul nostro sito e sui social della Basilica. Sempre in clima di preghiera, in comunione con l'arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, Amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme e il Vescovo di Assisi, Monsignor Domenico Sorrentino e le rispettive famiglie francescane, domenica abbiamo affidato e continueremo ad affidare al Santo Sepolcro e alla tomba di San Francesco la guarigione e la liberazione da questo virus. Poi ogni giorno, alle ore 7, alle 12 e alle 18  suonano le campane di Assisi che ci ricordano la continua presenza di Dio e a saper volgere lo sguardo in alto. Poi stiamo inviando, a chi lo chiede, la rivista di San Francesco attraverso la mail della redazione , perchè siamo consapevoli che una santa lettura ci può aiutare. Poi c'è anche un numero verde l'800.333.733 per parlare con i frati, confidarsi con un frate, 2 ore la mattina e il pomeriggio. Per maggiori informazioni www.sanfrancescopatronoditalia.it

Qual è il rapporto tra i fedeli e San Francesco in questo momento? Arrivano richieste di suppliche e preghiere?

Una cosa che ci siamo accorti è che è vero, la Basilica è vuota, non ci sono i tantissimi pellegrini che arrivano ogni giorno, ma c'è e sentiamo l'anelito spirituale del mondo. Migliaia e migliaia sono le preghiere che stanno arrivando sula webcam della tomba che ognuno può inviare: preghiere di guarigione, di ascolto, di misercordia per un defunto, per un caro.

Padre Enzo quale consiglio si sente di dare ai giovani?

Ai giovani vorrei donare i due segreti di San Francesco: il primo è sapersi porre delle domande, per prendere coscienza di quello che siamo, e la domanda che si poneva San Francesco era la seguente: Chi sono io? Chi sei tu o Dio? Alla prima domanda Francesco coglieva tutta la sua precarietà, alla domanda chi è Dio rispondeva che era luce, il balsamo, colui che guida, l'Altissimo. E la strada di San Francesco era affrontare le difficoltà con la preghiera e con l'agire. Con la preghiera per raccogliersi e comprendersi dinanzi a Dio, con l'agire nel rispettare le regole che ci vengono date e nel chiamarle anche per nome, chiamare il male come si presenta,  chiamare per nome anche la paura e l'angoscia.

Un ultimo pensiero Padre Enzo...

Vorrei donare un pensiero a tutti coloro che leggono: sappiate che San Francesco e i francescani vi stanno vicino. E che continueremo a sognare a dipingere i colori della nostra vita,così come è colorata il primo affresco dipinto da Giotto nella nostra Basilica di Assisi.

 

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