Guerra in Ucraina, Papa Francesco visita l’ambasciata russa presso la Santa Sede

Lo conferma la Segreteria di Stato. Mezzora di colloquio, forse per aprire una mediazione dopo l’attacco in grande scala della Russia all’Ucraina

La sede dell'ambasciata russa presso la Santa Sede in via della Conciliazione
Foto: PD
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Papa Francesco è stato nell’ambasciata russa presso la Santa Sede, forse per aprire un canale di dialogo. Lo conferma la Sala Stampa della Santa Sede, sottolineando che la visita è avvenuta, evidentemente per manifestare la sua preoccupazione per la guerra. Si è trattenuto poco più dì mezz’ora.

Non ci sono ulteriori informazioni sulla visita, durante la quale ci sarà probabilmente stato un colloquio privato con l’ambasciatore Aleksandr Avdeev. Si pensa anche che il Papa abbia voluto offrire la sua mediazione, e che dunque andrà anche in visita all’ambasciata ucraina presso la Santa Sede. Quest’ultima è guidata ora da un incaricato di affari. L’ambasciatore appena nominato, Andryi Yurash, non è ancora arrivato a Roma e non ha presentato le sue lettere credenziali, anche se ha dato diverse interviste in questi giorni, chiedendo sia la mediazione del Papa sia una visita del Papa in Ucraina.

Papa Francesco aveva avuto l’ultimo contatto diretto con il presidente russo Vladimir Putin in occasione del suo compleanno. Era stato Putin a inviare un telegramma e poi a fare una telefonata al Papa.

Il Cremlino aveva dato ampio risalto al contatto tra Putin e Papa Francesco, mentre la Tass sotolineava che Putin, nella telefonata al Papa, avrebbe evidenziato l’alta autorità di Papa Francesco nel mondo, nonché “il suo grande contributo personale allo sviluppo delle relazioni tra Russia e Vaticano”, relazioni che – ha rimarcato il servizio stampa del Cremlino – “sono caratterizzate da un alto livello di comprensione reciproca e somiglianza di posizioni su molti problemi del nostro tempo”. Nell’occasione, si era detto che Papa Francesco e Putin avevano “convenuto di continuare gli sforzi congiunti volti a sostenere i valori morali e umanitari fondamentali”.

Il contatto avviene un giorno dopo quello che sarebbe dovuto essere un colloquio telefonico tra Papa Francesco e Putin, che si rumoreggiava avrebbe avuto luogo il 16 dicembre su sollecitazione – filtrava da Oltrtetevere – proprio da Papa Francesco.

Il Papa, infatti, dopo l’appello in favore dell’Ucraina all’Angelus del 10 dicembre, che faceva seguito a notizie dell’ammassamento di truppe russe al confine con l’Ucraina, avrebbe voluto esprimere direttamente al presidente Putin la sua preoccupazione per l’ipotesi di una invasione russa dell’Ucraina.

La notizia della possibile telefonata arrivava in un momento favorevole delle relazioni tra Russia e Santa Sede, e appena un mese dopo un viaggio dell’arcivescovo Paul Richard Gallagher, “ministro degli Esteri” vaticano, a Mosca, con diversi incontri bilaterali.

È un fatto unico che un Papa si presenti in prima persona in visita ad una ambasciata, perché sono gli ambasciatori ad essere convocati in Vaticano. L’iniziativa del Papa sembrerebbe voler enfatizzare l’impegno in prima persona del pontefice nella risoluzione del conflitto, mentre le forze russe sono arrivate alle porte Kiev.

L’ambasciatore ha successivamente riferito ai media russi che “il Papa voleva personalmente chiedere della situazione in Donbass e Ucraina” e ha espresso la sua preoccupazione per le condizioni della popolazione sia in Donbass che nel resto del Paese", facendo appello che ci si prende cura  di bambini, malati e tutti i sofferenti”.

L’ambasciatore ha anche smentito che il Papa avrebbe offerto la sua mediazione per la pace.

Da notare che nella dichiarazione, l'ambasciatore russo considera il Donbass come un altro Stato,  dando seguito al riconoscimento delle autp proclamato di Donetsk e Luhansk da parte della Federazione Russa, che ha rappresentato l'anticipazione dell'escalation.

 

 

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