Papa Francesco: “Gesù ci vuole appassionati di lui e del Vangelo”

Papa Francesco durante la preghiera dell'Angelus
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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Tre personaggi, tre casi di vocazione che sono emblematici delle condizioni poste da Gesù per essere suoi discepoli: itineranza, prontezza e decisione. Condizioni che fanno a dire tre no, che non sono rifiuti, ma piuttosto pongono l’accento su un fatto, spiega Papa Francesco. E cioè “che Gesù ci vuole appassionati di lui e del Vangelo”. Papa Francesco, al termine dell'Angelus, plaude, senza mai citarlo, all'incontro tra Trump e il presidente nord-coreano Kim.

"Nelle ultime ore - afferma Papa Francesco - abbiamo assistito in Corea a un buon esempio di cultura dell’incontro. Saluto i protagonisti con la speranza che rappresenti un cammino significativo nel cammino della pace".

Il 24 giugno, a Seoul, migliaia si sono radunati per pregare per la riconciliazione con la Corea del Nord. E un dialogo tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord era stato auspicato dai vescovi coreani già alla prima visita di Trump in Vaticanoil 24 maggio 2017.

Preghiera dell’Angelus del giorno successivo alla festa dei Santi Pietro e Paolo. Gli arcivescovi metropoliti che riceveranno i palli hanno fatto ritorno nelle loro diocesi dopo aver concelebrato con il Papa, mentre si conclude una settimana che è stata caldissima, dal punto di vista atmosferico, che non scoraggia i fedeli dal radunarsi in piazza San Pietro per ascoltare l'Angelus.

 

Papa Francesco commenta, come sempre, il Vangelo del giorno, che rappresenta l’inizio della lunga marcia di Gesù verso Gerusalemme, una marcia “non solo geografica e spaziale, ma spirituale e teologica verso il compimento della missione del Messia”, perché la decisione di Gesù “è radicale e totale, e quanti la seguono sono chiamati a misurarsi con essa”.

È in questo percorso che vengono presentati tre personaggi che mettono in luce “quanto è richiesto a chi vuole seguire Gesù fino in fondo”.

Il primo personaggio, ricorda Papa Francesco, promette a Gesù di seguirlo ovunque andrà, ma Gesù gli ricorda di non avere una dimora, vive "una povertà assoluta" perché “ha lasciato la casa paterna e ha rinunciato ad ogni sicurezza per annunciare il Regno di Dio alle pecore perdute del suo popolo”.

In questo modo, nota Papa Francesco, Gesù ha “indicato a noi suoi discepoli che la nostra missione nel mondo non può essere statica, ma itinerante, il cristiano è un itinerante” e che “la Chiesa per sua natura è in movimento, non se ne sta sedentaria e tranquilla nel proprio recinto”, ma è piuttosto “aperta ai più vasti orizzonti, inviata, la Chiesa è inviata, a portare il Vangelo per le strade e raggiungere le periferie umane ed esistenziali”.

Il secondo personaggio chiede a Gesù di andare a seppellire il padre prima di seguirlo. Richiesta legittima, cui Gesù replica provocatoriamente: “Lascia che i morti seppelliscano i morti”. Spiega Papa Francesco che Gesù “intende affermare il primato della sequela e dell’annuncio del Regno di Dio, anche sulle realtà più importanti, come la famiglia”, perché “l’urgenza di comunicare il Vangelo, che spezza la catena della morte e inaugura la vita eterna, non ammette ritardi, ma richiede prontezza e disponibilità piena.”

Infine, il terzo personaggio vuole rispondere alla chiamata di Gesù, ma solo dopo aver salutato i parenti, e allora Gesù afferma: “Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge in dietro è adatto per il regno di Dio”. Significa, dice Papa Francesco, che “la sequela di Gesù esclude rimpianti e sguardi all’indietro, ma richiede la virtù della decisione”. 

Sono condizioni che hanno valore non per il “no” a cose buone e importanti della vita, ma per il fatto che si concentrano sull’obiettivo di “diventare discepolo di Cristo”. Si tratta, dice Papa Francesco, di “una scelta libera e consapevole, fatta per amore, per ricambiare la grazia inestimabile di Dio, e non un modo per promuovere sé stessi”.

Aggiunge Papa Francesco: "È triste questo! Guai a coloro che pensano di seguire Gesù per promuoversi, per fare carriera, per sentirsi importanti e acquisire un posto di prestigio!".

Insomma, “Gesù ci vuole appassionati di Lui e del Vangelo”, con “una passione del cuore che si traduce in gesti concreti di prossimità, di vicinanza ai fratelli più bisognosi di accoglienza e di cura, proprio come Lui stesso ha vissuto”.

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