Papa Francesco incontra il Primo ministro ucraino. C’è un invito a visitare il Paese

Non sono stati diffusi dettagli ufficiali sui colloqui tra il Primo Ministro Ucraino con il Papa. Nel bilaterale, discusso il conflitto ucraino e di temi di interesse bilaterale

Papa Francesco e il premier ucraino Shmyhal
Foto: Vatican Media / Aci Group
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Quello di Papa Francesco con il primo ministro ucraino è stato un incontro che può portare con sé un altro possibile viaggio papale. Perché, venti anni dopo il viaggio di San Giovanni Paolo II, l’Ucraina in guerra vorrebbe di nuovo poter accogliere un Papa nel Paese. Non c’è stata notizia ufficiale dell’invito fino alla serata, quando è stato annunciato dal governo. Si sa, comunque, che l'invitto, viene reiterato sin dai tempi della presidenza Poroshenko.

La notizia del possibile invito era rimbalzata sui media ucraina negli scorsi giorni, ventilata come una ipotesi. Di certo, l’udienza del primo ministro Denys Shmihal è parte di un impegno del governo ucraino di mostrarsi vicino alla Santa Sede. Tanto che il presidente Volodymir Zelensky, quando fece visita a Papa Francesco l’8 febbraio 2020, fece sapere che pensava anche a un possibile ruolo della Santa Sede come facilitatore della guerra nella zona Est del Paese, che vede continue violazioni di cessate il fuoco nelle due repubbliche autoproclamate di Donbass e Donetsk, mentre la Crimea è stata annessa dalla Russia.

Il comunicato della Sala Stampa della Santa Sede sottolinea che, dopo l’incontro, Shmyhal è stato in Segreteria di Stato, dove ha incontrato il Cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, e l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario dei Rapporti con gli Stati.

Si legge nel comunicato che “all’inizio dei cordiali colloqui in Segreteria di Stato, ci si è soffermati sui buoni rapporti intercorrenti tra la Santa Sede e l’Ucraina, con particolare attenzione ad alcune questioni attuali d’interesse bilaterale, nonché su vari temi relativi alla vita e all’attività della Chiesa cattolica nel Paese”.

Il comunicato poi spiega che “nel prosieguo della conversazione, è stato dedicato ampio spazio alla crisi sanitaria e alla drammatica situazione nell’est dell’Ucraina, con l’auspicio che le recenti violazioni del cessate-il fuoco cedano il passo a gesti che favoriscano la risoluzione pacifica del conflitto”.

Al termine dell’incontro, Papa Francesco ha donato al primo ministro ucraino la rappresentazione di “Riempiamo le mani di altre mani”, mentre il Primo Ministro ha donato una copia di un salterio antico e la miniatura di una statua di una fanciulla, il cui originale sta al memoriale dell’Holodomor, il genocidio per carestia della popolazione ucraina voluto da Stalin. Insieme a questa miniatura, una mela, che simbolicamente viene lasciata al memoriale dei visitatori.

Si pensa che i morti per la carestia provocata furono circa 7 milioni, e il memoriale è stato aperto nel 2008, 75 anni dopo la carestia. A Kiev si sta costruendo ora un Museo dell’Holodomor, e l’arcivescovo maggiore Sviatoslav Shevchuk della Chiesa Greco Cattolica Ucraina lo ha sostenuto.

In serata, il governo ha fatto sapere di aver ribadito l'invito al Papa a visitare l’Ucraina.  Di certo – ha scritto l’agenzia ucraina RISU – una visita sarebbe appropriata, perché cadrebbe nei venti anni della visita di San Giovanni Paolo II nel Paese.

Giovanni Paolo II, nella Messa di inizio pontificato del 22 ottobre 1977, abbracciò due dei cardinali che gli rendevano omaggio: uno era il primate polacco Stefan Wyszyński e l’altro l’arcivescovo greco-cattolico di Lviv Josyp Slipyj, con il quale un mese dopo il Papa preparò le celebrazioni per il millenario del Battesimo della Rus’. Vale la pena ricordare che Giovanni Paolo II è anche patrono della riconciliazione polacco-ucraina.

Un viaggio di Papa Francesco andrebbe anche a coronare una costante attenzione del Papa verso la situazione ucraina.

L’Ucraina è stata visitata dai Cardinali Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, e Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione delle Chiese Orientali, che è arrivato fino alle zone del conflitto. Se il Papa non è ancora andato, è perché si stanno valutando pro e contro di una visita che potrebbe indispettire la Russia, destinazione – sogno di Papa Francesco. Di certo, Papa Francesco ha mostrato un particolare interesse per l’Ucraina, convocando anche un incontro interdicasteriale in Vaticano con il sinodo e i metropoliti della Chiesa Greco Cattolica Ucraina lo scorso luglio. In quell’occasione, Papa Francesco non si fece scrupoli a riferisi al conflitto come ad una “guerra ibrida”.

(notizia aggiornata alle 19.35 con la conferma dell'invito da parte del governo ucraino)

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