Papa Francesco scrive ai vescovi cileni. “Decisioni realistiche e concrete”

La lettera che Papa Francesco ha inviato il 5 agosto alla Conferenza Episcopale del Cile
Foto: Conferenza Episcopale Cilena
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Con una lettera del 5 agosto, scritta a mano e diffusa dalla Conferenza Episcopale Cilena, Papa Francesco fa le sue valutazioni sul documento “Dichiarazioni, decisoni e impegni dei vescovi della Conferenza Episcopale del Cile”, elaborato al termine dell’Assemblea Plenaria straordinaria convocata dal 30 luglio al 3 agosto proprio per discutere il tema della pedofilia del clero.

Il documento è parte di uno sforzo intrapreso dai vescovi cileni, dopo che due volte il Papa ha mandato l’arcivescovo Charles J. Scicluna e dopo che gli stessi vescovi sono stati a Roma, per una riunione convocata dal Papa al termine della quale hanno tutti presentato in blocco la loro rinuncia. Fino ad ora, il Papa ha accettato cinque rinunce, mantenendo le diocesi sotto un amministratore apostolico.

La lettera è stata indirizzata al vescovo Santiago Silva Retameles, presidente della Conferenza Episcopale Cilena.

Papa Francesco ha scritto di aver letto il documento prodotto dalla Conferenza Episcopale “con attenzione”, e si è detto “colpito dal lavoro di riflessione e discernimento”. Il Papa ha parlato di decisioni “realistiche e concrete”, dicendosi “sicuro che aiuteranno in modo decisivo il processo”.

Soprattutto, il Papa si è detto particolarmente colpito dall’esempio “di una comunità episcopale unita nella guida del santo popolo fedele di Dio”, definito “un esempio edificante perché costruisce la Chiesa”.

In un commento sul sito ufficiale della Conferenza Episcopale Cilena, il vescovo Silva ha risposto al Papa che la sua lettera “ci conforta e ci rianima a continuare in questo cammino di correzione, di risanamento, di riparazione, di re-incontro con la nostra missione di Chiesa popolo di Dio, con il nostro sguardo fisso nel Signore”.

La lettera del Papa si riferisce al documento pubblicato dei vescovi del Cile al termine della loro plenaria straordinaria.

Nel documento, i vescovi cileni hanno riconosciuto “con umiltà di aver fallito” nel loro dovere di pastori, si sono impegnati a “raggiungere la verità, la giustizia e il risarcimento delle vittime”, hanno assicurato che “saranno studiati i tempi di prescrizione legale dei reati per non permettere che il trascorrere del tempo impedisca la possibilità di punire i responsabili”, e hanno annunciato che le antiche linee guida saranno aggiornate.

In particolare, l’aggiornamento include la piena disponibilità a collaborare con la Procura della Repubblica (il Cardinale Ricardo Ezzati, arcivescovo di Santiago, è stato già chiamato a testimoniare); l’informazione trasparente delle indagini sugli abusi; la rivelazione di qualsiasi precedente indagine sui presunti abusi sessuali; la pubblicazione on line dei nomi dei sacerdoti che hanno compiuto abusi con sentenza passata in giudicato civile e canonica

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