Abusi, Papa Francesco invia una seconda missione in Cile

Papa Francesco durante uno degli incontri con i vescovi del Cile dello scorso 15 -17 maggio
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Dopo la prima missione, il vescovo Charles J. Scicluna e monsignor Jordi Bartomeu tornano in Cile, nella diocesi di Osorno, per ulteriori indagini, mentre Papa Francesco si prepara a far avere all’episcopato una lettera da lui redatta e indirizzata a tutto il popolo di Dio: lo annuncia la Sala Stampa della Santa Sede.

Dall’1 al 3 giugno, come annunciato lo scorso 22 maggio, un gruppo di sacerdoti cileni sarà ospitato a Santa Marta. Questo gruppo fa seguito alla convocazione di tutti i vescovi cileni in Vaticano, che si era conclusa con la remissione dell’incarico in blocco dell’intero episcopato cileno.

I vescovi del Cile erano stati ricevuti dal Papa dal 15 al 17 maggio. Erano 34 i vescovi che avevano partecipato all’incontro, 31 in servizio e 3 emeriti. Di quelli in servizio, alcuni avevano già presentato al Papa la rinuncia per aver raggiunto i 75 anni, data in cui i vescovi sono tenuti a rimettere il loro incarico per ingravescentem aetate.

Il 17 maggio, la Santa Sede aveva diffuso una lettera del Papa ai vescovi del Cile, nella quale aveva invitato i vescovia costruire una Chiesa profetica”.

Prima dell’episcopato cileno, Papa Francesco aveva anche incontrato tre vittime di padre Luis Fernando Karadima, il controverso e carismatico sacerdote cileno che è stato scoperto essere abusatore seriale.

Il caso era nato quando era stato nominato Juan Barros Madrid vescovo di Osorno. Il vescovo era stato nel seguito di Karadima, e secondo le vittime aveva coperto gli abusi. Il tema era già stato oggetto nel 2015 di un incontro del Papa con due allora membri della Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori.

Durante il viaggio in Cile, Papa Francesco aveva difeso il vescovo Barros, poi chiarendo il senso delle sue dichiarazioni durante il volo di ritorno dal viaggio apostolico in Cile e Perù, e quindi aveva deciso di inviare l’arcivescovo Charles J. Scicluna come suo inviato in Cile, per raccogliere nuove prove e testimonianze.

L’arcivescovo Scicluna, coadiuvato da monsignor Bartomeu della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha raccolto un fascicolo di circa 2400 pagine. Il rapporto ha portato il Papa a convocare i vescovi del Cile in Vaticano e ad ammettere “errori di valutazione”.

Nell’incontro dell’1 e 3 giugno, Papa Francesco incontrerà cinque sacerdoti vittime di abusi di potere, di coscienza e sessuali e due sacerdoti che hanno assistito le vittime nel loro percorso giuridico e spirituale e due laici che sono stati coinvolti. Tra i sacerdoti, ci saranno Astaburuaga Ossa, Alejandro Vial Amunátegui ed Eugenio de la Fuente Lora.

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