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Gli ambasciatori di Stati Uniti e Egitto presentano le loro credenziali

Callista Gingrich e Mahmoud Ahmed Samir Samy | Callista Gingrich e Mahmoud Ahmed Samir Samy presentano le loro credenziali a Papa Francesco, Palazzo Apostolico, 22 dicembre 2017  | L'Osservatore Romano / ACI Group Callista Gingrich e Mahmoud Ahmed Samir Samy | Callista Gingrich e Mahmoud Ahmed Samir Samy presentano le loro credenziali a Papa Francesco, Palazzo Apostolico, 22 dicembre 2017 | L'Osservatore Romano / ACI Group

Gli ambasciatori Callista Gingrich e Mahmoud Ahmed Samir Samy hanno presentato oggi le loro credenziali a Papa Francesco, e cominciano così ufficialmente il loro mandato come rappresentanti dei loro Paesi presso la Santa Sede. Saranno così presenti all’incontro di Papa Francesco con il corpo diplomatico il prossimo 8 gennaio.

L’incontro con il corpo diplomatico è un appuntamento tradizionale di inizio anno, e nel discorso il Papa generalmente traccia le linee guida dell’azione diplomatica della Santa Sede durante l’anno che è appena iniziato. Una chiara indicazione viene sempre dal tema del Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, che quest’anno è dedicato ai migranti.

Sarà, quello delle migrazioni, uno dei temi più discussi sull’asse Stati Uniti – Santa Sede, in particolare in vista dei due Global Compacts (accordi globali) sulle migrazioni che saranno discussi presso le Nazioni Unite, e da cui gli Stati Uniti si sono sfilati.

Ma ci sono anche molti altri temi che corrono sull’asse Stati Uniti – Santa Sede. Sarà chiamata a fare da ponte Callista Gingrich, moglie del politico Newt Gingrich, con una passione per la divulgazione e per la musica (è nota per essere una delle coriste del Santuario Nazionale degli Stati Uniti a Washington). In realtà, il primo impegno pubblico di Callista Gingrich ha avuto luogo il 21 dicembre, con la sua presenza al funerale del Cardinale Bernard Law, arcivescovo emerito di Boston. Con l’occasione, portava un velo nero, che ha portato anche oggi presentando le lettere credenziali a Papa Francesco: un segno di rispetto dell’antico protocollo.

Nuovo ambasciatore di Egitto presso la Santa Sede è invece Mahmoud Ahmed Samir Samy. Giurista, esparto nel diritto dei Rifugiati con un background di studi negli Stati Uniti, ha già lavorato a Roma come terzo segretario di ambasciata presso l’ambasciata d’Egitto d’talia e vice rappresentante permanente presso la FAO tra il 1989 e il 1992.

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È stato ambasciatore di Egitto nei Paesi Bassi dal 2009 al 2013, ma in generale la sua carriera si è soprattutto sviluppata come consulente legale presso gli affair esteri. Parla arabo, francese, inglese e italiano.

È chiamato a portare avanti le buone relazioni tra Santa Sede ed Egitto, caratterizzate da un sempre maggiore dialogo tra la Santa Sede e l’istituzione sunnita di Al Azhar, ma anche da un rinnovato approccio ecumenico portato avanti con Papa Tawadros II, patriarca della Chiesa copto ortodossa. Sull’asse Egitto – Santa Sede ci sono anche temi scottanti. Al di là dell’allarme terrorismo, e l’ecumenismo del sangue che si è sperimentato nel Paese negli ultimi anni, il mondo cattolico fu molto preoccupato da una legge del 2016 per la costruzione di nuove chiese nel Paese, considerata da molti osservatori vaga e aperta a strumentalizzazioni al fine di bloccare la costruzione di nuove chiese.