Diplomazia pontificia, Parolin in Messico, la presidente di Georgia a Roma

Il programma e l’agenda del viaggio del Cardinale Parolin in Messico. I temi della visita del presidente di Georgia da Papa Francesco. Le posizioni dei vescovi

le bandiere di Messico e Santa Sede
Foto: desdelafe
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Sarà in Messico per ordinare vescovo Fermin Sosa, nominato nunzio apostolico in Papua Nuova Guidea. Il Cardinale Pietro Parolin, però, avrà anche un incontro con il governo, parteciperà ad un ricevimento in nunziatura e porterà la voce del Papa nel Paese che festeggia il bicentenario della sua indipendenza.

Non ci sarà, dunque, il Cardinale Parolin nel bilaterale tra Georgia e Santa Sede che farà seguito all’incontro della presidente Salomé Zourabichvili con Papa Francesco. Il programma del viaggio è illustrato ad ACI Stampa da Khetevane Bagrationi, ambasciatore di Georgia presso la Santa Sede.

Altre notizie: Papa Francesco parteciperà con un videomessaggio ad una conferenza in Slovacchia; gli interventi della Santa Sede all’OSCE; il dramma dei cattolici in Ira, dove ad una suora è stato negato il visto.

                                                PRIMO PIANO

La presidente di Georgia da Papa Francesco

Non solo l’incontro con Papa Francesco il 18 giugno. Salomé Zourabichvili, Presidente di Georgia, sarà in Vaticano dal 16 al 19 giugno, per una serie di incontri istituzionali che prevedono i consueti bilaterali in Segreteria di Stato, ma anche un incontro con il Pontificio Consiglio della Cultura, per portare le già ottime relazioni diplomatiche ad un altro livello.

Lo spiega ad ACI Stampa Khetevane Bagrationi de Moukhrani, dal 2019 ambasciatore di Georgia presso la Santa Sede (incarico che aveva già ricoperto dal 2005 al 2014).

“Sin dal momento della sua elezione – racconta l’ambasciatore – la Presidente hav oluto venire a fare visita al Santo Padre. C’era già un viaggio previsto per il 26-27 aprile, che è poi stato rinviato per via delle restrizioni della pandemia. Ora, la Presidente viene per sviluppare ulteriormente gli eccellenti rapporti tra Santa Sede e Georgia.

L’ambasciatore Bagrationi rileva che “oltre al bilaterale in Segreteria di Stato, la Presidente desidera approfondire i rapporti con la Santa Sede anche dal punto di vista culturale”.

Georgia e Santa Sede hanno relazioni diplomatiche dal 1992, e la nazione è stata visitata da San Giovanni Paolo II nel 1999 e Papa Francesco nel 2016.

L’ambasciatore ricorda che “la Georgia è un Paese di antichissima cultura religiosa, convertito da Sant’Andrea il Primi Chiamato. Poi successivamente, fu grazie a Santa Nino, che il primo giugno del 319 dalla Cappadocia varcò le frontiere della Georgia divulgando il cristianesimo in tutta la nazione, così che il cristianesimo divenne la religione di Stato nel 337. La consideriamo al pari degli apostoli, come un apostolo donna”.

Quasi subito, la Georgia ha avuto rapporti molto stretti con la Sede Apostolica – prosegue l’ambasciatore – “tanto è vero che nell’Archivio Apostolico Vaticano si trova uno scambio epistolare tra Papa Onorio III e la Regina Russudan”.

Oltre all’incontro con il Pontificio Consiglio della Cultura, l’agenda della presidenza Zourabichvili include anche un incontro all’Archivio Storico della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, dove sono conservate le lettere tra Georgia e Santa Sede a partire dal 1622.

La Presidente – conclude l’ambasciatore Bagrationi – ha voluto una visita “quanto più possibile sostanziosa”. L’importante, però, è portare avanti l’ottimo rapporto già esistente.

Il viaggio del Cardinale Parolin in Messico

Quattro giorni in Messico per il Cardinale Parolin. Il Segretario di Stato vaticano celebrerà il 19 giugno la Messa di ordinazione episcopale del nuovo nunzio Fermin Sosa nello Yucatan. Il 20 giugno sarà invece a Guadalupe, per una Messa davanti alla patrona del Messico e un incontro con i sacerdoti . Infine, lunedì mattina il Cardinale Parolin incontrerà il presidente Lopez Obrador, per un incontro interessante, considerando che è il primo dopo le elezioni che hanno ridimensionato il partito del presidente. Le elezioni sono state viste come un “referendum” sull’attuale governo, il cui profilo è quello di una sinistra sociale con anime protestanti e anticlericali”.

Diversi osservatori sostengono che il Messico stia andando nella direzione del Venezuela, ma la realtà del Messico è diversa, è a diretto contatto con gli Stati Uniti e nessuno ha interesse a una brusca deriva.

Il tema principale del bilaterale riguarderà il Bicentenario dell’indipendenza del Messico. Lopez Obrador aveva scritto al Papa, come a Francia, Spagna, Austria, per chiedere delle scuse pubbliche su quello che è accaduto durante il periodo coloniale. Il Papa in realtà si è già espresso tre volte sul tema.

La sana laicità sarà un altro nodo cruciale. Prima delle ultime elezioni, ci sono state sanzioni per chi ha pubblicato messaggi forti, e il Cardinale Sandoval ne è stata vittima.

Altri temi sul piatto: la violenza e il crimine organizzato, perché durante la compagne elettorale sono stati uccisi più di 100 candidati.

                                                FOCUS PAPA FRANCESCO

Il Papa al Global Bratislava Forum

Non è ancora ufficializzato il viaggio di Papa Francesco in Slovacchia, ma il Papa intanto comincia i suoi contatti con Bratislava partecipando online dal Vaticano all’apertura dei lavori.

Il Global Bratislava Forum si svolge del 15 al 17 giugno. Conosciuta con l’abbreviazione Globsec, è considerata uno delle più rilevanti conferenze d’Europa. Quest’anno, tra i temi in agenda, c’è anche quello della salute, nonché di fiducia nella democrazia e nelle istituzioni, la crescita economica, la regolamentazione delle nuove tecnologie.

Per via delle restrizioni COVID , non tutti 145 relatori potranno essere fisicamente presenti all’evento. Tra i partecipanti, ci sarà la presidente slovacca Zuzana Čaputová, il primo ministro slovacco Eduard Heger, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz e il presidente croato Zoran Milanović.                                                

FOCUS MEDIO ORIENTE

Iran, negato il visto ad una suora italiana

È stata in Iraq per 26 anni, e ora ha 75 anni. Ma tutto questo non è bastato a suor Giuseppina Berti per poter riottenere il visto per l’Iran: le hanno dato tre giorni di tempo per lasciare il Paese, e in particolare Ispahan, nella Casa della Congregazione delle Figlie di Carità.

La sua partenza renderà difficile la permanenza dell’altra consorella, l’austriaca suor Fabiola Weiss, 77 anni, 38 dei quali dedicati ai poveri e ai malati del lebbrosario, alla quale invece il rinnovo del permesso di soggiorno è stato concesso per un altro anno.

Le due religiose, che hanno dedicato la vita ai malati del Paese, senza distinzioni di appartenenza religiosa o etnica, si vedono costrette ad abbandonare la casa della Congregazione, costruita nel 1937. In Ispahan, le Figlie della Carità si erano dedicate per anni all’istruzione e alla formazione dei giovani, e dei bambini polacchi rifugiati e orfani di guerra arrivati in Iran nella primavera del 1942.

La casa delle suore è attualmente l’unica realtà della Chiesa cattolica latina a Ispahan e la loro cappella, costruita nel 1939 è sede della Parrocchia “Vergine Potente”, che viene messa occasionalmente a disposizione dei visitatori per la celebrazione della Messa.

La Chiesa cattolica in Iran ha due arcidiocesi assiro-caldee  di Tehran-Ahwaz e Urmia-Salmas, con un vescovo e quattro sacerdoti (nell’estate del 2019 anche l’amministratore patriarcale di Teheran dei Caldei, Ramzi Garmou, si è visto negare il rinnovo del visto e non ha più potuto ritornare nel Paese); una diocesi armena nella quale vi è soltanto il vescovo e l’arcidiocesi latina che al momento non ha alcun sacerdote e aspetta l’arrivo del suo nuovo pastore recentemente nominato, monsignor Dominique Mathieu.  Per quanto riguarda la presenza religiosa, nel Paese operano le Figlie della Carità, con tre suore a Teheran e le due suore a Ispahan. Ci sono inoltre due laiche consacrate. I fedeli sono complessivamente circa 3.000.

La diocesi di Ispahan era rimasta senza vescovo per cinque anni. Questo perché l’arcivescovo Ignazio Bedini, salesiano, aveva rassegnato le dimissioni per raggiunti limiti di età nel 2015. e con lui erano andati via tutti i salesiani presenti in Iran, nonostante la lunga storia di presenza anche in tempi di rivoluzione khomeneista. In questi cinque anni, amministratore apostolico dell’arcidiocesi sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis è staton il lazzarista Jack Youssef, nato a Teheran nel 1971, dell’eparchia caldea di  Teheran.

Attualmente, la nunziatura a Teheran è vacante. A marzo, il precedente nunzio, l’arcivescovo Leo Boccard, è statto trasferito in Giappone.

Verso l’incontro vaticano sul Libano dell’1 luglio

L’8 giugno, patriarchi e vescovi delle Chiese presenti in Libano si sono incontrati presso la sede del Patriarcato Maronita.

Avvenuto su invito del Cardinale Béchara Boutros Raï, Patriarca di Antiochia dei maroniti, il piccolo summit ha radunato, tra gli altri, il Patriarca siro cattolico Ignace Youssif III Younan, il Catholicos di Cilicia degli armeni apostolici Aram I, il Patriarca greco cattolico melchita Youssef Absi e il Patriarca di Antiochia dei greco-ortodossi Yohanna X Yazigi.
Tutti i convenuti – riferiscono le poche righe di resoconto diffuse sulle reti sociali dal Patriarcato maronita – hanno ribadito la necessità impellente di formare un nuovo governo e uscire dalla paralisi istituzionale che sembra mettere in crisi la stessa sussistenza della compagine nazionale libanese, apparentemente incapace di fronteggiare gli effetti devastanti della crisi economica e sociale sulla vita quotidiana di gran parte della popolazione.

Papa Francesco ha convocato un incontro di preghiera sulla situazione in Libano per il prossimo 1 luglio.

Il Cardinale Sako scrive al premier iracheno

In una lettera inviata in questa settimana al premier iracheno Mustafa al Khadimi, il Cardinale Louis Rafael Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei, ha presentato la sua visione del futuro dello Stato, affrontando le aspettative nel post elezioni.

Il Cardinale ha affermato che “assicurare stabilità in Iraq significa prendere passi concreti e coraggiosi per mettersi d’accordo sulla forma dello Stato”, mentre fino ad ora “non c’è stato un accordo realistico”.

Ha sottolineato che ancora la situazione rende vaga la decisione della forma di Stato, un tema cruciale, perché tutti possono essere d’accordo o meno con un governo. Ci vuole – dice il Cardinale – un “patriottismo responsabile, per costruire nuove sincere relazioni per la cooperazione e per raggiungere eguaglianza tra tutti gli iracheni”.

Il Cardinale ha anche affrontato che “c’è un senso di post-porre le elezioni o di non tenerle se queste dovessero favorire un partito invece in un altro”. E ha chiesto che la nazione “sviluppi un pensiero sulla politica estera e rinnovi le sue affiliazioni e impegno nel servire le persone”.

                                                FOCUS EUROPA

Bielorussia, una dichiarazione della Santa Sede

Per la prima volta dal dirottamento di un aereo passeggeri a Minsk alla fine di maggio per arrestare un blogger, la Santa Sede interviene con una dichiarazione del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede Matteo Bruni.

“La Santa Sede – ha detto Bruni - continua a seguire attentamente gli sviluppi della situazione in Belarus ed i passi intrapresi dai vari attori coinvolti, rimanendo impegnata a favore del raggiungimento di soluzioni democratiche e pacifiche alle legittime richieste del popolo bielorusso”.

I vescovi francesi scrivono ai vescovi cinesi arrestati

Dopo l’incarcerazione del vescovo Joseph Zhang Wheiz e di altri sacerdoti in Cina, la Conferenza Episcopale Francese invia loro una lettera. Firmata dall’arcivescovo Eric de Moulins-Beaufort di Reims, presidente della Conferenza episcopale, la lettera esprime al vescovo di Xinxiang sostegno. Si legge nel testo: "Possa Dio darti la forza per resistere alla prova. Possa la vostra situazione tornare rapidamente alla normalità e degna della grandezza del vostro Paese".

I vescovi inglesi in vista del G7

Il prossimo G7 si terrà dall’11 al 13 giugno in Cornovaglia. Così, i vescovi di Inghilterra, Galles e Scozia hanno scritto al primo ministro Boris Johnson per chiedere di lavorare insieme e assicurare un futuro sostenibile e giusto per la nostra comunità globale.

I vescovi hanno sottolineato che “l’urgenza della crisi ecologica globale, e l’insegnamento della nostra fede cattolica, ci impone di parlare, di agire, di prendere decisioni”.

I vescovi hanno parlato in particolare di una emergenza “con un volto umano” dettato dalla crisi ecologica

I vescovi riconoscono che un lavoro comune su questi problemi è difficile. Tuttavia, chiedono ai membri del G7 di fornire supporto economico per una recupero sostenibile dopo la pandemia; di agire per supportare le nazioni in via di sviluppo, assicurandosi che non siano messi da parte nella distribuzione dei vaccini; e assicurare azioni e responsabilità per raggiungere gli obiettivi delineati nell’accordo di Parigi.

                                                FOCUS AMERICA DEL NORD

Una delegazione dei vescovi canadesi verso la Santa Sede

Entro il 2021, una delegazione di vescovi canadesi sarà a Roma per incontrtare le autorità e affrontare il caso delle scuole residenziali, per le quali Papa Francesco ha chiesto scusa all’Angelus del 6 giugno.

In un comunicato della Conferenza Episcopale del Canada, si fa appunto riferimento al ritrovamento di resti di bambini in una scuola di Kamloops, tema che è “una eredità tragica che viviamo ancora oggi”, e per la quale i vescovi non vogliono altre che verità e “profondo impegno per rinnovare e rafforzare le popolazioni con i popoli indigeni nel territorio”.

I vescovi notano che in anni recenti sono stati messi insieme gruppi di ascolto a livello regionale e diocesane, ci sono state conversazioni con gli indigeni ma anche incontro bilaterali con le Prime Nazioni, le organizzazione Metis e Inuit.

Iniziativa che “hanno preparato, per oltre due nani, una delegazione di persone indigene per incontrarsi con il Santo Padre per sviluppare “significativi incontri di dialogo e guarigione”.

Questa prossima visita pastorale, annunciano i vescovi, includerà la partecipazione di un gruppo di anziani, sopravvissuti dalle scuole residenziali e giovani da tutta la nazione.

Si tratta – scrivono i vescovi “di un passo importante nel percorso verso la riconciliazione e della guarigione condivisa dei Popoli Indigeni e la Chiesa in Canada”, con la speranza che “questi incontri, e l’importante collaborazione e partnership che ne ha supportato la pianificazione, porterà a un condiviso futuro di pace e di armonia tra gli indigeni e la Chiesa cattolica in Canada”.

                                                FOCUS MULTILATERALE

La Santa Sede all’OSCE, verso il Forum Economico ambientale

Si tengono in Svezia gli incontri preparatori per il 29esimo Forum Economico Ambientale dell’OSCE. Il tema del dibattito del 10 giugno era “Promuovere sicurezza globale, stabilità e sviluppo sostenibile nell’area OSCE attraverso il rafforzamento del ruolo della donna”.

Nel suo intervento, la Santa Sede ha notato che “la attuale pandemia di COVID 19 ha mostrato la rilevanza particolare di alcune decisioni”, in particolare considerando che “gli Stati partecipanti hanno notato con preoccupazione” le continue ineguaglianze operate contro le donne, colpite in maniera sproporzionate soprattutto quando lavorano nella economia informale.

La Santa Sede chiede di riconoscere ampiamente il lavoro non pagato delle donne, specialmente quando spesso si occupano di bambini o di anziani.

Santa Sede all’OSCE; il ruolo delle donne

Nel prosieguo del dibattito, l’11 giugno, monsignor Janusz Urbanczyk, rappresentante permanente dela Santa sede a Vienna, ha rimarcato la necessità che le donne ricevano la stessa paga degli uomini”, e che è importante che “le donne siano rese capaci, incoraggiate e donate dei mezzi per contribuire all’economia”.

                                              FOCUS AMBASCIATORI

Le credenziali dell'ambasciatore del Gabon presso la Santa Sede

il 12 giugno, Eric Chesnel ha presentato a Papa Francesco le sue credenziali come ambasciatore del Gabon presso la Santa Sede. Chesnel, nato nel 1956 con studi di alto livello a Parigi, ha lavorato nell'ambito della comunicazione, del diritto, dell'economia e finanze e delle relazioni internazionali.

È stato Consigliere Speciale, Incaricato della Missione del Presidente (dal 2014); Segretario Generale aggiunto della Presidenza (2011 – 2014); Consigliere Personale del Presidente Bongo Ondimba; Consigliere del Presidente presso l’Ambasciata del Gabon in Francia.

La delegazione apostolica di Dakar, che aveva giurisdizione su tutte le colonie francesii dell'Africa continentale ed insulare, fu stabilita da Pio XII nel 1948, mentre la delegazione dell'Africa Centro Orientale, con giurisdizione su Gabon, Nigeria, Camerun, Obungui-Chari, Congo e Ciad, fu stabilita nel 1960, con sede a Lagos, in Nigeria.

Nel 1965, Paolo VI istituisce la nuova delegazione apostolica dell'Africa Centrale, che aveva giurisdizione su Gabon, Repubblica Centrafricana, Camerun, Ciad e Congo, con sede in Camerun. Nel 1967, viene istituita la nunziatura apostolica del Gabon. Gabon e Santa Sede hanno stipulato un accordo nel 1997. 

 

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