Riforma della Curia, come si farà la consultazione mondiale

Una delle passate riunioni del Consiglio dei Cardinali
Foto: Vatican Media / ACI Stampa
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Come annunciato a settembre, la riforma della Curia sarà oggetto di una consultazione mondiale, e si spera che il lavoro di finalizzazione e pubblicazione della nuova costituzione, chiamata Praedicate Evangelium, sia ultimato per la fine dell’anno. Ma il Consiglio dei Cardinali non terminerà il suo lavoro, anche se potrebbe essere soggetto ad un rimpasto o ad una nuova composizione.

Nella sua nuova composizione a sei membri, (i cardinali Parolin, Maradiaga, Marx, O’Malley, Bertello, Gracias, con i segretari, i vescovi Semeraro e Mellino), il Consiglio dei cardinali ha continuato la sua analisi sulla riforma, definendo tempi e modalità della consultazione mondiale decisa durante l’incontro di febbraio.

Il testo sarà inviato dal Consiglio, e ci si aspettano proposte e risposte sulla riforma, per arrivare poi ad una definizione finale del documento approvata da Papa Francesco. Il testo sarà inviato in italiano, e poi in varie traduzioni.

Il Consiglio dei Cardinali sta concordando con il Santo Padre una serie di tematiche da affrontare nelle prossime riunioni”, ha annunciato il direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede Alessandro Gisotti. Tra i temi in agenda, anche una maggiore presenza delle donne nella leadership della Chiesa. A tal proposito, Gisotti ha fatto notare che “oggi è stata nominata capoufficio della Biblioteca Apostolica Vaticana Amalia d’Alascio”.

Tra gli altri temi affrontati nelle sessioni di lavoro: l’orientamento missionario che la Curia deve assumere alla luce della nuova costituzione, considerando che il titolo Praedicate Evangelium è fortemente collegato all’esortazione apostolica Evangelii Gaudium. Altro tema che è stato sottolineato l’impegno per la sinodalità a tuti i livelli.

L’incontro dello scorso febbraio aveva avuto luogo alla vigilia del summit dei presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo sulla protezione dei Minori, e c’era stata anche una relazione di padre Federico Lombardi, che dell’incontro era stato moderatore.

In questa riunione, il Cardinale Sean O’Malley, presidente della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, ha ringraziato il Papa per gli sviluppi di quell’incontro: la nuova legge di Stato della Città del Vaticano e le linee guida del Vicariato di Roma per la tutela dei minori.

Il Cardinale O’Malley ha anche riportato delle decisioni della Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori, che – come ormai tradizione – si è riunita nella sua plenaria alla vigilia del Consiglio dei Cardinali, proponendo nuovi metodi di ascolto per le vittime, annunciando una giornata di studio interna con esperti internazionali per comprendere il reato sessuale, e prevedendo una raccolta di materiali sulla salvaguardia delle linee guida.

Al di là del testo della Praedicate Evangelium, che dovrebbe essere armonizzato anche con il diritto canonico, molte delle riforme previste sono già state messe in atto. Gisotti ha fatto notare che durante questo incontro Papa Francesco ha molto sottolineato l’idea di “avviare processi” e che “a differenza della Pastor Bonus (la costituzione apostolica che tuttora regola funzioni e compiti della Curia, ndr) è un processo che arriva al documento finale con molte cose già fatte”, come tra l’altro fatto notare nel “rapporto sui progressi” presentato dai cardinali consiglieri al termine della riunione 2018.

Tra le cose già fatte, ci sono le costituzioni dei Dicasteri per la Comunicazione (prima Segreteria), per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e per Laici, Famiglia e Vita e lo stabilimento della Segreteria per l’Economia, e anche l’istituzione della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori. E va menzionata anche l’istituzione di una Terza Sezione della Segreteria di Stato vaticana.

Nel corso degli anni, sono stati anche fatti alcuni aggiustamenti alle riforme. Sul ramo economico, per esempio, è stata delineata una maggiore separazione tra vigilanza e amministrazione nel 2016 ed è stato armonizzato con il regolamento generale di Curia l’ufficio del Revisore Generale, riformato con i nuovi statuti del febbraio 2019.

A queste riforme si aggiungono le messe a punto di altri uffici. È stata abolita la Pontificia Commissione Ecclesia Dei, che curava i rapporti con il mondo tradizionalista, assorbita all’interno della Congregazione della Dottrina della Fede.

Per gestire i rapporti con il mondo tradizionalista, è stato nominato lo scorso 30 marzo capo ufficio della Congregazione della Dottrina della Fede monsignor Patrick Descourtiex, che in pratica prende il posto dell’arcivescovo Guido Pozzo, ora alla gestione economica della Cappella Sistina, anche questa riformata e accorpata all’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche. C’è, dunque, un secondo capo ufficio in Congregazione, che si affianca a monsignor Riccardo Bollati, nominato il 4 marzo 2019.

 

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