Dialogo cattolico ortodosso, quali passi sono stati fatti?

Uno dei momenti della riunione della Commissione Mista per il Dialogo Teologico Cattolico - Ortodosso, Bose, 13 - 19 novembre 2018
Foto: monasterodibose.it
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Non c’era la Chiesa Ortodossa Russa, che ha lasciato il tavolo in seguito alla disputa sull’autocefalia ucraina. Ma, nonostante il contesto fatto di “luci ed ombre”, il Comitato di Coordinamento della Commissione Mista Internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa si è riunito, ha discusso due documenti, ha deciso di andare avanti sulla compilazione di uno, dedicato a Primato e Sinodalità nel Secondo Millennio, rimandando ad un secondo momento la discussione sull’altro documento, intitolato Verso l’unità della fede: questioni teologiche e canoniche.

Dell’andamento dei lavori, e di come si sono conclusi, ha parlato monsignor Andrea Palmieri, sotto-segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, in un articolo pubblicato sull’Osservatore Romano datato 19 gennaio, significativamente all’inizio della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. Il messaggio è chiaro: il dialogo continua, nonostante le difficoltà che si possono avere nei rapporti tra Chiese. E, d’altronde, è lo stesso monsignor Palmieri a ricordare che non è la prima volta che il Patriarcato di Mosca si sfila dal tavolo: era successo anche a Ravenna, nel 2007, per una disputa simile sulla Chiesa Ortodossa di Estonia riconosciuta dal Patriarcato Ecumenico.

Si è deciso, insomma, di procedere nel dialogo, anche perché stato fatto notare dai membri ortodossi che si era già deciso al Grande Concilio Pan Ortodosso, dopo la defezione di Mosca e di altre Chiese della sinassi, che la mancanza dei rappresentanti di una o più Chiese ortodosse non comporta la cessazione del dialogo. Così come è stato fatto notare che il Patriarcato di Bulgaria – che Papa Francesco incontrerà il prossimo 5 maggio a Sofia – non ha mai partecipato alle riunioni, e la commissione si è sempre riunita.

Il comitato di coordinamento si è riunito dunque dal 13 al 19 novembre presso il monastero di Bose.

L’ultimo documento della Commissione Mista di Dialogo Teologico Cattolico – Ortodossa era stato pubblicato dopo l’incontro di Chieti, in centro Italia, nel settembre 2016, e riconosceva un primato alla sede di Roma nel Primo Millennio,

che esercitava, in un contesto di sinodalità, alcune prerogative come la cooperazione del riconoscimento di un Concilio come ecumenico o la possibilità di ricevere appelli. 

Dopo l’incontro di Chieti c’è stato un incontro del comitato di coordinamento a Leros, in Grecia, dal 5 al 9 settembre 2017. Durante l’incontro, si è deciso di stilare un documento sul tema Verso l’unità nella fede: questioni teologiche e canoniche. Qundi, si era rimandato ad un altro incontro del comitato di coordinamento, da svolgere entro il 2018. Questo ha avuto luogo a Bose, proprio nel periodo in cui la questione dell’autocefalia ucraina entrava nel vivo.

La riunione di Bose è stata copresieduta dal Cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, e dall’arcivescovo Job di Telmessos, rappresentante del Patriarcato Ecumenico presso il Consiglio Ecumenico delle Chiese.

Alla fine, si è deciso di rimandare lo studio del testo Verso l’unità della fede, la cui stesura era stata affidata ad una sottocommissione di quattro membri. Si è invece discusso del documento Primato e sinodalità nel secondo millennio e oggi, perché – ha spiegato monsignor Palmieri – “il tema è sembrato in maggiore continuità con l’ultimo documento approvato dalla Commissione mista internazionale, intitolato Sinodalità e primato nel primo millennio. Verso una comune comprensione al servizio dell’unità della Chiesa.

Come è strutturata la bozza del documento sul primato e la sinodalità nel secondo millennio? Spiega monsignor Palmieri che questo documento “presenta in modo sintetico le principali linee di sviluppo del rapporto tra primato e sinodalità dall’inizio del secondo millennio ai nostri giorni”, sebbene sia stato difficile “giungere a

un’interpretazione condivisa degli sviluppi ecclesiologici della Chiesa cattolica e della Chiesa ortodossa, avvenuti nel corso di un millennio nel quale i cristiani d’Oriente e d’Occidente sono vissuti quasi sempre separati gli uni dagli altri”.

Si è deciso, quindi, di “redigere un documento che possa spiegare come si è realizzato all’interno delle Chiese il rapporto tra primato e sinodalità attraverso le diverse fasi del secondo millennio e il perché di tali sviluppi”, e si è pensato utile integrare il testo con “una maggiore riflessione teologica sugli elementi essenziali evidenziati dall’indagine storica”.

Ora, sarà un gruppo di redazione a dover recepire le osservazioni nelle bozze di documento. Questa si riunirà e presenterà una nuova versione della bozza, prevista nel novembre 2019.

Monsignor Palmieri ha anche notato che sono stati molti gli eventi ecumenici dell’anno che hanno incoraggiato il proseguimento del dialogo: la giornata di preghiera per la pace in Medio Oriente del 7 luglio a Bari, e le molte visite ricevute da Papa Francesco, come quelle del patriarca ecumenico Bartolomeo i (23-26 maggio) e del metropolita delle Terre ceche e della Slovacchia Rastislav (9-12 maggio). In più, “sono stati rinnovati il tradizionale scambio di delegazioni tra la Santa Sede e il patriarcato ecumenico in occasione delle feste dei santi patroni (rispettivamente il 29 giugno a Roma e il 30 novembre a Istanbul), la commemorazione dell’incontro tra Papa Francesco e il patriarca di Mosca Kirill (il 12 febbraio a Vienna), le collaborazioni culturali e lo scambio di studenti con il patriarcato di Mosca e la Chiesa di Grecia.

 

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