Morto Fernando Karadima, la cui vicenda ha dato il via allo scandalo degli abusi in Cile

Ridotto allo stato laicale da Papa Francesco nel 2018, l’ex sacerdote è morto a Santiago del Cile a 90 anni

Fernando Karadima, ex sacerdote cileno colpevole di abusi
Foto: Vatican News
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Fernando Karadima, il carismatico sacerdote cileno che si macchiò di abusi e la cui storia ha funzionato da detonatore per una ampia crisi nell’episcopato cileno, è morto oggi all’età di 90 anni a Santiago del Cile, all’Hogar San Juan de Dios, dove viveva. Non sono ancora stati rese note le cause del decesso, ma si sa che Karadima si era rivolto a cure ospedaliere per problemi cardiaci, ma non era stato ricoverato in quanto gli ospedali erano tutti pieni a causa del COVID-19.

Le accuse di abusi contro Karadima, sacerdote e padre spirituale molto in vista nell’arcidiocesi di Santiago, cominciano nel 2010: tre vittime, Juan Carlos Cruz, James Hamilton e José Andrés Murillo, dissero che erano stati sue vittime nella parrocchia di El Bosque in Providencia. Gli abusi erano avvenuti e il 1990. Il 26 gennaio 2011, fu dichiarato colpevole di abuso sessuale e fu costretto ad una vitta di ritiro e penitenza.

Quando Papa Francesco nominò Juan Barros Madrid a vescovo di Osorno, della cerchia di Karadima, a vescovo di Osorno. La nomina era stata oggetto anche di un pranzo del Papa con alcuni membri della Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori ad aprile 2015, che contestavano che il vescovo era stato parte della cerchia di Karadima e che ne aveva coperto gli abusi, avvenuti proprio nella diocesi di Osorno.

Ma è stato durante il viaggio di Papa Francesco in Cile nel 2018 che la crisi era completamente scoppiata. Colpito dalle proteste e dalle rivelazioni che venivano pubblicate sui giornali, Papa Francesco ha prima spiegato la sua posizione sul vescovo Barros e poi inviato due volte in Cile l’arcivescovo Charles J. Scicluna, già promotore di giustizia della Congregazione della Dottrina della Fede, per chiarire la vicenda.

I vescovi del Cile erano stati ricevuti dal Papa dal 15 al 17 maggio 2018,  Tutti avevano poi rimesso il loro mandato nelle mani del Papa. Il 17 maggio 2018, la Santa Sede aveva diffuso una lettera del Papa ai vescovi del Cile, nella quale aveva invitato i vescovi “a costruire una Chiesa profetica”.

In quel periodo, Papa Francesco aveva anche incontrato tre vittime di padre Luis Fernando Karadima, Uno di loro, Cruz, è stato nominato quest’anno membro della Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori.

Papa Francesco ha ridotto Karadima allo stato laicale il 28 settembre 2018, usando il canone 331 del Codice di Diritto Canonico, secondo cui il Papa può esercitare la sua “potestà ordinaria, che è suprema, piena, immediata e universale nella Chiesa”.

Ad ora, non ci sono reazioni della Chiesa locale alla morte di Karadima.

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