Riforma della Curia, il consiglio dei cardinali avrà un confronto on line il 13 ottobre

I membri del Consiglio avranno un meeting online domani pomeriggio, per discutere della riforma della Curia. Non si incontravano da febbraio

Un momento di un passato Consiglio dei Cardinali
Foto: Vatican Media
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Si tiene online, nel pomeriggio del 13 ottobre, un “incontro” del Consiglio dei Cardinali. Non si tratta di una vera e propria riunione, ha spiegato Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa vaticana, rispondendo alle domande dei giornalisti. Bruni ha aggiunto che "per ovvi motivi vista la situazione, anche per discutere di come continuare le riunioni con la crisi sanitaria in atto".

Dopo che a febbraio gli incontri si erano conclusi con la decisione di rimandare la rilettura della bozza di nuova costituzione alla riunione prevista di aprile, l’emergenza coronavirus ha sostanzialmente bloccato le riunioni. Ora, si comincia a discutere di una ripresa degli incontri, in forma virtuale, in attesa della stesura definitiva della Praedicate Evangelium, la nuova costituzione apostolica che andrà a regolare la Curia secondo le intenzioni di Papa Francesco.

Alla conferenza parteciperanno i sei cardinali rimasti nel Consiglio (Parolin, Bertello, Marx, Gracias, Maradiaga, O’Malley), più i vescovi Semeraro e Mellino, segretari del Consiglio.

Papa Francesco chiederà una data per la pubblicazione della data per la pubblicazione della nuova costituzione. Il Cardinale Reinhard Marx, tra l’altro confermato come coordinatore del Consiglio per l’Economia, aveva presentato a Papa Francesco l’ultima bozza con le modifiche in udienza lo scorso 17 settembre. Il Papa ha lavorato alle modifiche.

All’ordine del giorno, dovrebbe esserci anche una analisi della situazione finanziaria, per comprendere in che modo le ultime vicende hanno colpito l’istituzione ed eventualmente valutare dei correttivi.

La riforma teorica è comunque sopravanzata dalla riforma pratica già portata avanti da Papa Francesco. È già stata applicata in molti casi, ad esempio, la proposta inclusa nella bozza della Praedicate Evangelium, di non avere persone in servizio in ruoli apicali in Curia per più di dieci anni, o anche la riforma dell’ufficio del Decano del Collegio Cardinalizio, nomina non più a vita ma per massimo dieci anni (due mandati di cinque anni).

La bozza di riforma indicava anche l’idea di includere un secondo sottosegretario della Segreteria di Stato dedicato solo al multilaterale: la posizione è stata creata, ed è andata a Francesca Di Giovanni, donna e laica.

Quest’ultima nomina mostra che si sta già andando nella direzione di avere più donne e laici nei posti di comando della Curia, come richiesto dalla stessa costituzione, ma come sottolineato anche Papa Francesco nell’Angelus dell’11 ottobre.

La Segreteria di Stato ha inoltre già acquisito una terza sezione, e alcuni dicasteri già appaiono nella forma che sarà definitiva: la Segreteria per l’Economia, il Dicastero della Comunicazione, il Dicastero Laici, Famiglia e Vita, il dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

Il dicastero per l’Evangelizzazione ha già un prefetto, il Cardinale Luis Antonio Tagle, e dovrebbe nelle intenzioni assorbire Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.

Da vedere come si strutturerà invece la Segreteria di Stato. Era rimasta centrale nella bozza di costituzione, ma alcune decisioni recenti, come quella di escluderla dal board dell’Istituto per le Opere di Religione, lasciano pensare che forse parte di quella centralità andrà persa, almeno per quanto riguarda la gestione finanziaria.

Anche questa sta invece vivendo una riforma, sia per seguire gli standard internazionali (da qui, la legge sugli appalti e la recente commissione sulle materie riservate) sia per dare una nuova forma alle modalità di investimento, con l’idea di evitare o meglio controllare gli eventuali scandali.  

In più, la bozza allo studio parla di un cambiamento della nomina del Camerlengo. Attuale Camerlengo è il Cardinale Kevin J. Farrell, prefetto del Dicastero Laici Famiglia e Vita. Ma, proprio per queste sue competenze economiche, la Praedicate Evangelium prevede che a prendere l’ufficio di Camerlengo sarà quello che, al momento della morte o rinuncia di Papa Francesco, sarà coordinatore del Consiglio per l’Economia.

Se questa era la versione del testo allo scorso febbraio, è da vedere come cambierà lo stesso testo dopo i nuovi suggerimenti.

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