Unità dei cristiani, i passi del cammino ecumenico

La presenza della delegazione della Santa Sede alla Festa di Sant’Andrea al Patriarcato Ecumenico è solo una delle tante iniziative ecumeniche

La delegazione della Santa Sede al Fanar, 29 novembre 2019
Foto: Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli
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Non c’è stato ancora un comunicato ufficiale sui temi dell’incontro tra la delegazione della Santa Sede con il Patriarcato di Costantinopoli al Fanar. Come di consueto ad Istanbul per la festa di Sant’Andrea, la delegazione guidata dal Cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ha portato un messaggio di Papa Francesco. La celebrazione solenne della festa del fondatore della Chiesa di Costantinopoli Andrea era però densa di segnali al mondo ortodosso. Come si svilupperanno le relazioni con Roma?

La Santa Sede non prende posizione nelle questioni intra-ortodosse, mentre prosegue il suo lavoro di dialogo su più fronti. Dall’incontro con la Chiesa assira orientale all’invio di un delegato alla World Evangelical Alliance, è una stagione densa di incontri quella che porta alla Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani dell’ultima settimana di gennaio 2020, quest’anno curata da Malta.

La delegazione al Fanar

È tradizione che una delegazione della Santa Sede sia al Fanar, sede del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, per la Festa di Sant’Andrea. Il Patriarcato Ecumenico ricambia la visita con una delegazione inviata a Roma il 29 giugno, giorno dei Santi Pietro e Paolo. A questo, si aggiungono i rapporti personali molto buoni tra Papa Francesco e il Patriarca Bartolomeo, tanto che il Papa ha messo sulla scrivania della sua biblioteca, dove siede per incontrare capi di Stato e di governo, una foto del suo incontro con Bartolomeo. Sembra che Bartolomeo abbia fatto altrettanto.

La delegazione della Santa Sede era guidata dal Cardinale Kurt Koch, e includeva anche il vescovo Brian Farrell, segretario del dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Da parte ortodossa, sono stati presenti il metropolita Giovanni di Pergamo e dall’arcivescovo Job di Telmessos, co-presidente della Commissione per il Dialogo Teologico Cattolico Ortodosso, e dall’archimandrita AgathangelosSiskos. Nel comunicato ufficiale si legge che le due delegazioni “hanno discusso la vita delle due Chiese e la loro testimonianza nel mondo moderno”.

L’incontro è avvenuto il 29 novembre. Il 30 novembre, invece, la delegazione ha preso parte alla Divina Liturgia solenne, celebrata dal Patriarca Bartolomeo e concelebrata dal Patriarca di Alessandria Teodoro II, e con la partecipazione di metropoliti e rappresentanti di altre Chiese ortodosse, nonché del viceministro degli Esteri greco Antonios Diamatarise del viceministro degli Affari Esteri dell’Ucraina Vasyl Bodnar.

Al termine della celebrazione, il Patriarca Bartolomeosi è rivolto alla delegazione ella Santa Sede, ha ricordato che la loro presenza è parte “di una tradizione consolidata” e allo stesso tempo “è un simbolo di tutto il nostro comune desiderio di restaurare la completa comunione tra le nostre Chiese”.

Citando il teologo George Florofsky(1893 – 1979), considerato uno dei più importanti teologi del XX secolo, il Patriarca ha sottolineato che “tutti i cristiani appartenevano a questo spazio spirituale. L’Oriente e l’Occidente non sono unità indipendenti, autosufficienti e autointerpretanti, non possono di per sé essere comprese in quanto hanno un passato comune, provengono da una tradizione comune che è gradualmente andata in rovina”.

Il Patriarca Ecumenico ha anche espresso soddisfazione sui progressi fatti dalla Commissione per il Dialogo Teologico Cattolico Ortodosso, che si è riunita dall’11 al 15 novembre scorsie che sta lavorando ora al testo “Primato e Sinodalità nel secondo millennio ed oggi”.

Il Patriarca ha anche ringraziato Papa Francesco per il dono delle reliquie di San Pietro, e ha chiesto al Cardinale Koch “di trasmettere a Sua Santità Papa Francesco i più calorosi saluti fraterni e il nostro ringraziamento. Possa l’Iddio Onnipotente, attraverso le benedizioni dei Santi Apostoli Pietro e Andrea, benedire e rafforzare i nostri sforzi comuni per ripristinare la completa comunione tra le nostre due Chiese sorelle”.

Dal canto suo, il Cardinale Koch ha letto il messaggio inviato da Papa Francescoper la festa di Sant’Andrea.

La celebrazione stessa del Patriarca è stata un segnaleal mondo ortodosso. Il Patriarca Bartolomeo e il Patriarca Teodoro di Alessandria hanno commemorato il metropolita Epifaniy di Kiev, incluso nei dittici. L’autocefalia della Chiesa ortodossa ucraina, garantita da Costantinopoli, ha ricevuto per ora solo il riconoscimento della Chiesa ortodossa di Grecia. La decisione è stata fortemente contestata dal Patriarcato di Mosca, che per tutta risposta ha rotto la comunione con il Patriarcato di Costantinopolie ha ritirato la sua partecipazione dai tavoli ecumenici co-presieduti da Costantinopoli.Il fatto che anche il metropolita Vasiliosdella Chiesa di Cipro abbia partecipato alla celebrazione è considerato di particolare importanza, così come la presenza tra i concelebranti dell’arcivescovo Yestrativ di Chernihiv e Nizhyn.

Dialogo con la Chiesa Assira dell’Est

Tra il 21 e il 22 novembre, il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani ha ospitato una sessione plenaria della Commissione Congiunta per il Dialogo Teologico tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Assira dell’Est.

La commissione ha continuato il suo lavoro sulla terza fase del dialogo, riflettendo sulla natura e la missione della Chiesa e sul lavoro dello Spirito Santo nella Chiesa. L’obiettivo di questa fase di dialogo è di comprendere come gli uni e gli altri possano ricevere le diverse formulazioni sul mistero della Chiesa.

I membri della commissionehanno presentato studi sulle immagini della Chiesa nel modo in cui si sono sviluppate in entrambe le tradizione. Entrambe hanno sviluppato una comprensione complementare del mistero della Chiesa, anche sui temi del Corpo di Cristo, del pastore e del suo gregge, della madre, dell’arca della salvezza, della riunione dei fedeli e dell’ospedale spirituale.

La commissione è co-presieduta da Sua Beatitudine Mar Meelis Zaia, metropolita di Australia, Nuova e Zelanda e Libano, e del vescovo Johan Bonny di Anversa.

La commissione è stata stabilita 25 anni fa a seguito della Dichiarazione Cristologica Comunefirmata da San Giovanni Paolo II e il Catholicos Patriarca Mar Dinkha IV l’11 novembre 1994.

La Chiesa Assira dell’Est, di tradizione siriaco orientale, ha origine dalla missione della prima Chiesa in Mesopotamia. La patria originaria di molti dei fedeli assiri è oggi l’Iraq, dove ha sede anche il Patriarcato. La Chiesa ha comunque vissuto una forte diaspora a causa della persecuzione religiosa.

La commemorazione della Dichiarazione Congiunta sulla Dottrina della Giustificazione

I membri della Chiesa assira orientalehanno partecipato, il 22 novembre, a un servizio ecumenico che ha incluso una commemorazione di Battesimo comune. Il servizio si è tenuto presso la Basilica di Sant’Anselmo, per commemorare il 20esimo anniversario della Dichiarazione Congiunta della Dottrina della Giustificazione, firmata nel Giorno della Riforma, il 31 ottobre del 1999, dalla Federazione Luterana Mondiale e la Chiesa Cattolica. Un facsimile del documento è stato posto su un leggio nell’abside di Sant’Anselmo.

La dichiarazione congiunta è stata poi approvata anche dal Consiglio Metodista Mondiale, dalla Comunione Mondiale delle Chiese Riformate e dalla Comunione Anglicana.

Il servizio è stato condotto secondo l’ordine liturgico delineato dalla Federazione Luterana Mondiale e il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristianiper le celebrazioni di anniversari internazionali.

In Sant’Anselmo c’è un fonte battesimale del 1832, donato originalmente per l’uso nella cappella protestante delle delegazioni tedesche, è stato usato per una comune commemorazione battesimale a Roma.

Erano presenti il Cardinale Koch e il vescovo Farrell, presidente e segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, Den Heiner Bludau della Chiesa Evangelica Luteranain Italia e il reverendo Michael Jonas della Chiesa Evangelica Luterana il Roma, mentre il pastore Olof Olsson ha rappresentato la parrocchia dei Luterani svedesi, la pastora Mirella Manocchio ha rappresentato la Chiesa metodista e il pastore Emanuele Fiume la comunità valdese.

La Chiesa Cattolica manda per la prima volta un osservatore all’Assemblea Generale della Alleanza Evangelica Mondiale

MonsignorJuan Usma Gomez, capo della sezione occidentale del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, è stato il primo rappresentante della Chiesa cattolica inviato all’Assemblea Generale dell’Alleanza Evangelica Mondiale. Monsignor Gomez è anche il coordinatore della Terza Serie di Consultazioni Internazionali con l’organismo. Monsignor Gomez ha portato un messaggio del Cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

L’incontro si è tenuto a Jakarta, in Indonesia, dal 7 al 13 novembre, sul tema “Venga il tuo regno”. Hanno partecipato 800 persone da oltre 80 nazioni, e hanno riflettuto sulle moderne sfide della chiesa, particolarmente sulla cooperazione tra i leader cristiani intergenerazionali.

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