Protezione dei Minori, la Commissione pontificia porta la voce delle vittime ai vertici

Il Cardinale Sean O'Malley nel 2014, alla presentazione del Centro per la Protezione dei Minori della Pontificia Università Gregoriana
Foto: Bohumil Petrik / CNA
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Portare la voce delle vittime ai vertici della Chiesa”. Il Cardinale Sean O’Malley, arcivescovo di Boston e presidente della Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori, sottolinea che questo è l’obiettivo. Ed infatti, per la seconda volta, i lavori della IX Plenaria della Pontificia Commissione, che si sono tenuti dal 7 al 9 settembre, sono cominciati con l’ascolto di alcune vittime.

Era già successo nella plenaria di aprile, alla prima assemblea plenaria della Pontificia Commissione rinnovata nella membership, senza più vittime tra i suoi ranghi, ma con l’obiettivo di ascoltare sempre più le vittime. Un obiettivo che si è rinforzato ancora di più, dopo la richiesta di perdono di Papa Francesco in Irlanda, dopo le due inchieste dell’inviato di Papa Francesco in Cile, l’arcivescovo Charles J. Scicluna, dopo lo scandalo dell’ex cardinale McCarrick che ha portato ad una presa di posizione forte anche da parte del Cardinale O’Malley, cui è seguito il rapporto del Gran Jurì della Pennsylvania e la notizia che il procuratore generale di New York voglia chiedere a tutte le diocesi nello Stato di testimoniare in casi di abusi. Tutti temi che sono stati oggetto di riflessione della plenaria.

Pur tenendo in considerazione che i casi emersi sono di decenni fa, mostrando che le riforme volute da Benedetto XVI e portate avanti da Papa Francesco abbiano avuto effetti positivi, la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori sta cercando di sviluppare politiche forti, dedicandosi prima di tutto all’ascolto delle vittime, su richiesta di Papa Francesco, che – si legge nel comunicato diffuso dalla Commissione – “ha posto l’enfasi sull’importanza fondamentale dell’ascolto di coloro i quali hanno sofferto di abusi, per far sì che le loro storie indirizzino la risposta della Chiesa a favore della protezione della salvaguardia dei minori”.

In una intervista con Vatican News, il Cardinale O’Malley ha sottolineato che, “alla luce della situazione attuale, se la Chiesa si dimostra incapace di rispondere con tutto il cuore e di fare di questo tema una priorità, tutte le nostre altre attività di evangelizzazione, opere di carità e di educazione, ne risentiranno”.

La plenaria è cominciata con la testimonianza di una donna dell’America Latina abusata da un sacerdote, e poi della madre di due vittime degli Stati Uniti.

Il lavoro della commissione – si legge nel comunicato - non riguarda tanto “indagare i casi particolari, ma prevenire il futuro”, e viene svolto attraverso una opera di divulgazione e di assistenza presso le Conferenze Episcopali, perché sviluppino linee guida adeguate.

“Sappiamo – ha detto il Cardinale O’Malley a Vatican News – che ci sono molti continenti dove questo è un tema nuovo, di cui la gente non parla molto, talvolta, e in particolare, nelle terre di missione, dove la Chiesa ha davvero poche risorse”. I membri della Pontificia Commissione hanno preso parte ad oltre 100 conferenze in tutto il mondo, e lavorano su linee guida, best practices e sviluppando – ha detto il Cardinale – “degli strumenti di verifica che potranno essere utilizzati dalle Conferenze Episcopali per misurare l’implementazione e il rispetto delle stesse”.

Di questi ultimi si sta occupando un gruppo di lavoro specifico all’interno della commissione, che ha parlato dei progressi sul tema durante la plenaria.

Sono tre i gruppi di lavoro: lavorare con i sopravvissuti; educazione e formazione; linee e norme di salvaguardia. Il primo gruppo ha annunciato che saranno lanciati diversi progetti pilota, a partire dal Brasile, con l’obiettivo – si legge nel comunicato stampa diffuso il 9 settembre – di “creare ambienti sicuri e processi trasparenti all’interno dei quali le persone che sono state abusate possano confidarsi”, attraverso i quali si spera di portare alle leaderships locali la testimonianza delle vittime perché “perfezionino continuamente la protezione e la salvaguardia che offrono a minori e adulti vulnerabili”.

Molti gli eventi in programma: la Commissione sponsorizzerà la Safeguarding Conference for Church Leaders in Central Eastern Europe, che si terrà nell’aprile 2019; fornirà una settimana di formazione sulla salvaguardia in un incontro ad Aparecida in Brasile; si incontrerà con il Consiglio Episcopale Latino Americano in Messico nel 2019, mentre nel 2020 co-sponsorizzerà il Congress on Protection of Minors, che si terrà a Bogotà, in Colombia.

Molto importante la collaborazione con le strutture della Santa Sede. È considerato “parte integrante del mandato della Commissione nell’offrire aiuto al Santo Padre”, sebbene questa inclusione negli organigrammi della Santa Sede non sia stata vista di buon occhio dalle precedenti vittime che erano anche membri della Commissione.

In particolare, Marie Collinsche in Irlanda è stata tra le 8 vittime che Papa Francesco ha incontrato – ex membro della Commissione e che è rimasta a fare da consulente – ha sottolineato il suo disappunto per il fatto che la Commissione sia ormai integrata nei meccanismi della Curia, mentre la sua idea era che la Commissione fosse indipendente e lavorasse direttamente sotto il Santo Padre.

Un’altra delle richieste era quella di un tribunale dedicato solamente ai casi di abuso, mentre la Santa Sede ha deciso di mantenere la struttura processuale così come è, dal livello locale fino al processo canonico in Congregazione della Dottrina della Fede, come lo stesso Papa Francesco ha spiegato in aereo di ritorno dall’Irlanda.

La Pontificia Commissione fa sapere che “durante la Plenaria, alcuni membri hanno avuto l’opportunità di rivolgersi ai due corsi di formazioni per i nuovi Vescovi neo-ordinati, uno organizzato dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, l’altro dalla Congregazione per i Vescovi”, mentre “nel corso della prossima settimana la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori parteciperà a incontri di lavoro con la Congregazione per la Dottrina della Fede e con la Conferenza Episcopale Italiana, al fine di proseguire l’impegno comune nel campo della salvaguardia dei minori”.

In vista c’è anche il 30esimo anniversario della Convenzione dei Diritti dell’Infanzia, e per l’occasione la Commissione promuoverà qualche iniziativa, ancora da definire.

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