Chi c’è, chi non c’è nell’Annuario Pontificio 2022

Qualche sorpresa, qualche indizio della riforma che verrà. Ecco la fotografia della Curia Romana del 2022. A volte già datata

L'Annuario Pontificio 2022
Foto: AG
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Due assenze che colpiscono, qualche spostamento interno che fa pensare già alla riforma della Curia, e un paio di nomine nuove e importanti che ancora non vi sono incluse: l’Annuario Pontificio 2022 è una fotografia della Curia, e ne racconta una evoluzione, ma è sempre una fotografia, e in alcuni casi presa addirittura a dicembre 2021.

Infatti, il Cardinale Peter Turkson figura ancora come prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, e monsignor Segundo Tejado Munoz e don Nicola Riccardi ancora come sottosegretari. Ma i loro incarichi non sono stati rinnovati, sono scaduti già al 31 dicembre 2021, e come prefetto ad interim è stato nominato il Cardinale Michael Czerny, che già l’1 gennaio 2022 concelebrava con quel titolo la Messa per la Giornata Mondiale della Pace.

Dettagli, certamente. A guardare il quadro generale, colpiscono due assenze. Una è quella dei membri della Camera Apostolica, l’altra è quella dei membri del Capitolo di San Pietro.

I membri della Camera Apostolica già non c’erano nell’Annuario 2021. I membri della Camera non sono stati rinnovati, e resta solo il Cardinale Kevin J. Farrell come Camerlengo (non è mai arrivata notifica che abbia giurato nel suo ruolo) e dell’arcivescovo Ilson Montanari come vice-Camerlengo. Resta da comprendere chi assisterà il Camerlengo nel gestire una eventuale sede vacante, dato che questo compito era destinato proprio alla Camera Apostolica. Possibile che tutto cambierà, perché una delle bozze della riforma della Curia prevedeva che il presidente del Consiglio per l’Economia sarebbe stato Camerlengo, e dunque a quel punto i compiti di gestione amministrativa della Camera Apostolica in sede vacante potrebbero passare proprio al Consiglio per l’Economia. Finché, comunque, non verrà pubblicata la Praedicate Evangelium, cioè la nuova costituzione della Curia, non ci sarà certezza di tutto questo.

Più sorprendente, invece, è l’assenza dei membri del Capitolo di San Pietro. Lo scorso 28 agosto, Papa Francesco aveva definito delle norme transitorie sulla gestione del Capitolo, in attesa di una riforma degli Statuti, e dunque è prevedibile che i nuovi membri del Capitolo saranno nominati solo quando questa riforma degli Statuti sarà definita.

In Segreteria di Stato, è stata inserita una nuova figura in seconda sezione: è il vice capo del protocollo, monsignor Bruno Lins. Non c’era mai stato un numero 2 del protocollo, e anche in questo caso è da comprendere se è solo una riorganizzazione o preclude ad una maggiore ristrutturazione della Segretetria di Stato.

Una curiosità: non c’è più tra gli officiali della Segreteria di Stato monsignor Assunto Scotti, che era anche colui che organizzava i gruppi per le messe che Papa Francesco celebrava quotidianamente nella cappella della Domus Sanctae Marthae.

È ancora tra i ranghi della Segreteria di Stato Fabrizio Tirabassi, tra gli imputati del processo sul Palazzo di Londra, così come c’è monsignor Pawel Ptasznik, che da poco ha lasciato la Segreteria di Stato vaticana a seguito della riorganizzazione della sezione per la lingua polacca e slava, che diventa sezione slava.

Come detto, l’Annuario Pontificio è una fotografia. E dunque non deve stupire che l’arcivescovo Giacomo Morandi figuri ancora come segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede (è stato nominato vescovo di Reggio Emilia il 10 gennaio), né che l’arcivescovo Jorge Carlos Patron Wong sia presentato ancora come delegato per i seminari nella Congregazione per il Clero (è arcivescovo di Jalapa dall’8 dicembre 2021).

Per quanto riguarda la Congregazione per la Dottrina della Fede, colpisce che il numero dei consultori sia passato dai 23 dello scorso anno ai 32 di quest’anno: un allargamento che preconizzava già alla ristrutturazione della Congregazione in due sezioni distinte, certificata, e dunque non segnalata nell’Annuario, lo scorso 14 febbraio.

Nella Pontificia Commissione per l’America Latina è segnalato solo Rodrigo Guerra come segretario, ma non Emilce Cuda, che era arrivata come capoufficio insieme a Guerra e che è stata nominata segretario lo scorso 18 febbraio.

L’Osservatore Romano era fino all’anno scorso incluso nella sezione delle istituzioni collegate con la Santa Sede, ma da quest’anno è incluso tra i ranghi del Dicastero della Comunicazione. Per la prima volta nell’Annuario Pontificio è anche segnalato un “assistente ecclesiastico ed editorialista dell’Osservatore Romano”, titolo tutto nuovo che spetta a don Luigi Maria Epicoco. Tra i nuovi membri del Dicastero, sono entrati anche il Cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica di San Pietro, e l’arcivescovo greco cattolico ucraino della arcieparchia di Philadelphia Borys Gudziak, nonché suor Nathalie Becquart, sotto segretario del Sinodo dei Vescovi.

Non sono registrati nell’Annuario nemmeno gli ultimi movimenti in Segnatura Apostolica, con l’arcivescovo Giuseppe Sciacca che ha lasciato il ruolo di segretario per diventare presidente dell’Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica e il suo posto preso da monsignor Andrea Ripa, che sarà vescovo con la sede titolare di Cerveteri.

Sempre tra i Tribunali, esordiscono monsignor Alejandro Arellano Cedillo come decano della Rota Romana, monsignor Diego Ravelli come Maestro delle celebrazioni liturgiche, monsignor Corrado Maggioni come presidente del Pontificio Comitato dei Congressi Eucaristici, padre Andrew Small come segretario della Pontifica Commissione per la Protezione dei Minori.

La Pontificia Commissione Biblica passa da 12 a 19 membri, e ha in Nuria Calduch Benages il suo segretario (lo scorso anno, figurava solo il segretario tecnico).

Un discorso a parte merita la Commissione per le Attività del Settore Sanitario delle Persone Giuridiche Pubbliche nella Chiesa.

Lo scorso anno era praticamente scomparsa dall’Annuario, e alla fine si trovava segnalata senza presidente, senza membri, e con soli due officiali.

Per ricordarlo, la commissione era nata come organo di Curia nel 2020, quando c’erano diversi casi da gestire. Il più importante è noto è quello del crack dell’IDI, Istituto Dermopatico dell’Immacolata che si era ritrovato con 800 milioni di euro di debiti a causa di una sistematica appropriazione indebita dei fondi da parte di alcuni amministratori, e aveva dovuto dichiarare bancarotta nel 2012. Proprio nel 2015, la Segreteria di Stato vaticana ha acquisito l’ospedale, tirandolo fuori dalla bancarotta amministrata dallo Stato italiano, attraverso una partnership for profit con l’ordine religioso che aveva posseduto e gestito l’ospedale.

Ma c’è anche il caso, più recente, dell’Ospedale Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina, che rischiava di essere venduto per un altro crack finanziario, e che poi lo scorso ottobre la Santa Sede ha deciso di salvare, anche con l’aiuto di investitori privati.

Ora, la Commissione è inclusa nell’Annuario con una membership tutta rinnovata: presidente è il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, coordinatore don Marco Belladelli (che figura anche come diretore) e segretario è suor Annunziata Remossi.

Tra i membri, monsignor Segundo Tejado Munoz, già incluso nel quinquennio 2015 – 2020 e ora fuori dai ranghi vaticani, dove era officiale del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale; monsignor Andrea Ripa, ora alla Segnatura; padre Pier Luigi Nava, dal 2018 sottosegretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata; Linda Ghisoni, sottosegretario del Dicastero Laici, Famiglia e Vita; e monsignor Roberto Malpelo, sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana.

La nuova membership, tutta ecclesiastica, racconta di un cambio di passo nella Commissione, che inizialmente aveva un orientamento più manageriale. Inizialmente c’era Mariella Enoc, presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, mentre nel 2020 erano stati nominati anche Renato Balduzzi, professore ordinario di Diritto Costituzionale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e già ministro della Salute nel governo Monti; Fabrizio Celani, presidente nazionale dell’Associazione Cattolica degli Operatori Sanitari; Maurizio Gallo, imprenditore nel settore della consulenza e delle relazioni istituzionali e coinvolto anche nella Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice; e Saverio Capolupo, magistrato tributario, che Papa Francesco ha nominato il 16 febbraio 2019 come consulente dello Stato di Città del Vaticano, e in particolare delle strutture previste dall’ordinamento dello Stato in materia economica, tributaria e fiscale. Capolupo, tra l’altro, era stato chiamato a presiedere la Fondazione Luigi Maria Monti, che gestisce appunto l’IDI, dopo che per un periodo brevissimo la fondazione era stata guidata da un figlio della Congregazione dell’Immacolata Concezione che aveva fondato l’ospedale, padre Giuseppe Pusceddu.

C’è, dunque, una nuova direzione e un nuovo indirizzo, più vaticano, per la Commissione? Tutto da vedere.

Infine, una nota sul Fondo Pensioni Vaticano: l’Annuario Pontificio di quest’anno non ne presenta il Consiglio di Amministrazione, né dà il nome del revisore contabile, incarico che potrebbe essere assorbito da quello del Revisore Generale.

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