A 60 anni dalla proomulgazione della Nostra Aetate
Finanze vaticane, si torna alla gestione collegiale degli investimenti. Con il motu proprio Coniuncta Cura, Leone XIV abroga il rescriptum di Papa Francesco del 22 agosto 2022, che stabiliva che l’Istituto per le Opere di Religione era l’unico ed esclusivo ente intitolato ad attività di gestione patrimoniale e depositario del patrimonio mobiliare della Santa Sede e delle istituzioni collegate con la Santa Sede. Si ritorna, dunque, ad una gestione collegiale degli investimenti, ovviamente da valutare dal Comitato degli Investimenti.
Per la seconda volta in una settimana, cambia un tassello al vertice della Segreteria di Stato. Leone XIV ha nominato monsignor Roberto Campisi, assessore per gli affari generali della Segreteria di Stato, come Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’UNESCO. Campisi lascia dunque l’incarico di assessore, ovvero di numero 2 della sezione affari generali della Segreteria di Stato e per questo primo aiuto del sostituto.
Quando, l’11 novembre del 1900, fu dedicata la chiesa di Sant’Anselmo a Roma, Leone XIII aveva voluto partecipare. Lui aveva voluto che l’antico collegio Sant’Anselmo fosse riaperto. Lui aveva voluto lo stabilimento del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo. Lui aveva istituito la confederazione benedettina nel 1893, con il motu proprio “Summorum Semper”. Erano, però, i tempi della “Questione Romana”, il Papa era formalmente “prigioniero in Vaticano” e dunque Leone XIII non andò. Ma il prossimo 11 novembre, per il 125esimo anniversario della dedicazione, Leone XIV potrebbe riannodare le fila della storia e fare quello che al suo predecessore non era riuscito. Ovvero, andare al Sant’Anselmo.
“Sono felice di essere qui con voi in occasione del vostro Capitolo Generale. Posso dire di sentirmi a casa e di partecipare interiormente anch’io, in spirito di condivisione spirituale, a quanto state vivendo in questi giorni. Ringrazio il Priore Generale che ha terminato il suo servizio e saluto il nuovo Priore appena eletto: per questo compito così impegnativo ci vuole la preghiera di tutti noi, non dimentichiamolo!”.
Quando gli Stati Uniti andarono in recessione a seguito della drammatica crisi del ’29, il New Deal di Franklin Delano Roosevelt rimise in sesto l’economia. Ma quello che in pochi sanno è che dietro i progetti del New Deal c’era un cattolico americano del Minnesota, John Ryan, che aveva portato le sue idee prima nel Programma dei Vescovi USA per la Ricostruzione Sociale del 1916 e che poi, trascurato dall’amministrazione Coolidge che aveva finito i progetti in recessione, era rimasto nell’ombra, lavorando per i più deboli, chiedendo salari minimi e garanzie per gli impiegati, fino a tornare al centro della scena con l’amministrazione Roosevelt.
Ripartendo da Castel Gandolfo, Leone XIV ha detto che sarebbe pronto ad andare a Gaza, ma anche in altri posti, e ha spiegato che non è l'unica strada necessaria. Con queste parole, il Papa ha mostrato vicinanza e conoscenza della situazione in Terra Santa, ma ha anche voluto slegare ogni iniziativa diplomatica dalla sua persona. Non è solo un viaggio del Papa che può fare la differenza – è questo il messaggio – quanto piuttosto un’iniziativa diplomatica forte.
Quella che oggi è chiamata la Villa Barberini a Castel Gandolfo dove in questi giorni soggiorna Papa Leone XIV
La prima telefonata tra i due è stata il 12 maggio, il primo incontro in Vaticano è stato il 18 maggio. Oggi, Leone XIV incontra per la seconda volta il presidente ucraino Volodymir Zelensky, il quale, a Roma per la Conferenza sulla Ricostruzione dell’Ucraina del 10-11 luglio, va fino a Castel Gandolfo per parlare con il pontefice, che gli ribadisce la disponibilità vaticana ad accogliere in Vaticano i rappresentanti di Russia e Ucraina per i negoziati.
Dopo tre anni di preparazione, l’Opus Dei ha presentato il testo finale dei suoi nuovi Statuti alla Santa Sede, dove saranno sottoposti a revisione: lo ha annunciato lo scorso 13 giugno monsignor Fernando Ocáriz, prelato dell’Opus Dei, in una dichiarazione in cui si sottolinea che l’organizzazione ha seguito le istruzioni impartite da Papa Francesco all’Opera con la lettera apostolica Ad Charisma Tuendum, del 2022.
Tra italiani, Bartolo Longo, Piergiorgio Frassati, Carlo Acutis. Due date: il 7 settembre per Frassati e Acutis e il 19 ottobre per Bartolo Longo.
Quella che Leone XIV pronuncia ai nunzi apostolici arrivati da ogni parte del mondo è una riflessione molto personale, che parte da un passo degli Atti degli Apostoli, guarda al ruolo della Chiesa, e chiede a tutti di avere lo sguardo di Pietro, che di fronte ad uno storpio chiede gli chiede di guardare a loro. “Siate sempre lo sguardo di Pietro”, chiede il Papa ai rappresentanti pontifici, sottolineando la loro missione di essere volto della Chiesa, e di essere in grado di costruire ponti, rimarcando che “la diplomazia della Santa Sede costituisce nel suo stesso personale un modello – non certo perfetto, ma molto significativo – del messaggio che propone, quello cioè della fraternità umana e della pace tra i popoli”.
È un Papa dal carisma profondamente agostiniano, un uomo di dialogo, con un temperamento molto tranquillo. Non è un accentratore, ma nemmeno una persona che non sa decidere. Il vescovo Luis Marín de San Martín, agostiniano, sottosegretario del Sinodo dei vescovi, fu chiamato a Roma come archivista della Curia degli Agostiniani dall’allora superiore, Robert Francis Prevost. Oggi, il suo vecchio superiore è diventato Papa, ma è rimasto profondamente agostiniano e legato alla comunità agostiniana. Lo si vede dalle uscite (la Madonna di Genazzano, il pranzo nella Curia degli Agostiniani, la festa per i 70 anni del superiore Moral), lo si vede anche dal suo modo di porsi. Ma in che cosa si vede la spiritualità agostiniana del Papa? E che tipo di pontificato sarà? Il vescovo Marín lo spiega in questa intervista.
Cosa sappiamo davvero di Papa Leone XIV, o meglio di Robert Francis Prevost?
Si è parlato a lungo della possibilità che la Santa Sede sia una sede per i dialoghi di pace tra Ucraina e Russia. Leone XIV ha dato la sua disponibilità, e il Cardinale Pietro Parolin ha spiegato che piuttosto si parlerebbe di offrire uno spazio per le trattative, in cui la Santa Sede non sia mediatore, ma piuttosto osservatore.
Papa Francesco aveva detto che lui non sarebbe andato in Vietnam, ma ci sarebbe andato Giovanni XXIV, il suo successore. Il suo successore è ora Leone XIV, eppure l’invito per il Papa per visitare Hanoi è più aperto che mai, e anzi vede non solo i cattolici, ma anche i buddisti del Paese eccitati di poter avere una visita papale.
L’ufficio delle celebrazioni Liturgiche per il Sommo Pontefice pubblica una nota nella quale spiega i passaggi fondamentali dell’importantissimo “rito” per l’inizio del ministero Petrino del Sommo Pontefice. In esso viene in particolare rimarcata la valenza specifica che assumono le abituali insegne episcopali: il Pallio e l’Anello.
Ci saranno 140 delegazioni alla Messa di inizio pontificato di Leone XIV il 18 maggio. La delegazione degli Stati Uniti, in prima fila perché nazione da cui proviene il pontefice, sarà guidata dal vicepresidente JD Vance. Il cardinale Prevost aveva criticato Vance per le sue frasi sull’ordo amoris e sulla presunta gerarchia che andrebbe applicata alle scelte, ma in questo momento non ci sarà spazio per le polemiche.
Pace, giustizia e verità. Nel suo primo discorso al corpo diplomatico, Leone XIV delinea la sua dottrina diplomatica in tre parole chiave che rappresentano una sostanziale continuità con la diplomazia pontificia classica, ma che segnano anche il ritorno del tema della “diplomazia della verità” al centro del dibattito. E sarà da vedere come tutto questo si delineerà con il tempo.
Si chiama “Requiem”, ed un quadro di Bohdan Pylpiv, padre del soldato morto in guerra Andriy, che mostra un embrione avvolto nella molla di un orologio, ed è il regalo, molto evocativo, che l’arcivescovo maggiore Sviatoslav Shevchuk, padre e capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, ha donato a Leone XIV nella prima udienza privata concessagli dal Papa da poco eletto.